Napoli merita di più: i cittadini chiedono giustizia per le strade in decadimento

Napoli, una scuola dimenticata: 4 anni per ampliare la sede della Gandhi di Casoria

Quante volte, noi napoletani, abbiamo sentito parole vuote e promesse infrante? Oggi ci ritroviamo a raccontare una storia che va ben oltre la cronaca. È un grido di dolore e di indignazione da parte di una comunità che sembra essere sempre più trascurata. La scuola Gandhi di Casoria, un pezzo della nostra Napoli, aspetta da ben quattro anni un ampliamento che appare come un miraggio. E noi, cittadini di questa città viva e vibrante, ci chiediamo: quanto ancora dovremo aspettare?

Negli ultimi giorni, l’attenzione si è focalizzata sulla situazione della scuola Gandhi, che da tempo chiede a gran voce un intervento. La promessa dell’ampliamento, che doveva garantire spazi adeguati per i nostri ragazzi, è finita nel dimenticatoio, lasciando insegnanti e famiglie in una crescente amarezza. La lettera del sindaco, che assicura di lavorare per risolvere il problema, non basta a placare il malcontento che cresce tra i cittadini. Ci si aspetta non solo una risposta, ma una vera e propria azione!

Tra i cittadini, il sentimento generale è di delusione e frustrazione. Molti napoletani si chiedono come sia possibile che una questione così fondamentale per il futuro delle nostre giovani generazioni possa rimanere irrisolta per anni. Ci siamo stancati di un sistema che sembra dimenticarsi di noi, di un’amministrazione che, purtroppo, molte volte parla, ma non agisce. In un momento in cui il mondo intero guarda a Napoli con occhi critici, è fondamentale non solo promettere, ma mantenere le promesse. Non possiamo permettere che la nostra città venga rappresentata come un luogo di inefficienza e scorciatoie.

La scuola non è solo un edificio: è il cuore pulsante della comunità. I nostri ragazzi, il nostro futuro, meritano spazi adeguati, strutture sicure e stimolanti. La mancanza di un’adeguata realizzazione dei lavori, in definitiva, colpisce soprattutto le famiglie, quelle che ogni giorno si alzano per cercare di dare il meglio ai propri figli. E noi, cittadini onesti, siamo i primi a pagare il prezzo di questa negligenza. Che messaggio diamo ai nostri ragazzi? Che le loro esigenze vengono messe da parte? Questa situazione è inaccettabile.

In questo contesto, è necessario accendere il dibattito su come i fondi pubblici vengano utilizzati e su quali priorità la nostra amministrazione decida di investire. Da un lato, ci sono i grandi eventi, il turismo, le luci e i colori che attirano gli sguardi del mondo, dall’altro ci sono le scuole, le strade, gli spazi pubblici che quotidianamente compongono la nostra esistenza. I nostri figli hanno bisogno di un’educazione che li formi e non di un ambiente che li restringa. È ora di riconoscere che Napoli merita di più.

La vicenda della scuola Gandhi non è un caso isolato, ma rappresenta un problema più ampio: l’accettazione di un’inefficienza che non possiamo più tollerare. La nostra comunità ha bisogno di ascolto e attenzione. Se vogliamo cambiare la narrazione sulla nostra città, dobbiamo anche impegnarci a garantire che ogni voce venga ascoltata e ogni richiesta considerata.

Cosa dobbiamo fare affinché le promesse diventino realtà? È giunto il momento di unire le forze e chiedere trasparenza, impegno e responsabilità. I cittadini di Napoli non possono più rimanere in disparte a guardare mentre il futuro delle prossime generazioni è in gioco. La voce di ognuno di noi è importante: facciamola sentire. La scuola Gandhi di Casoria è solo l’inizio; il cambiamento parte da noi, dalla nostra volontà di non rimanere in silenzio.

Fonte

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