Napoli, il mistero della morte di Domenico: martedì l’incidente probatorio che scuote la città

Napoli, il mistero della morte di Domenico: martedì l’incidente probatorio che scuote la città

Martedì prossimo, gli occhi di Napoli saranno puntati sull’incidente probatorio riguardante la tragica morte del piccolo Domenico Caliendo. Un evento che ha scosso profondamente la città, strappando il velo su una vicenda di dolore e di possibili negligenze che coinvolgono il mondo della sanità. La goccia che ha fatto traboccare il vaso?

Il bimbo è deceduto il 21 febbraio scorso, dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi che si è rivelato fatale. La Procura di Napoli ha già iscritto nel registro degli indagati sette medici, accusati di omicidio colposo in concorso, e ora si appresta a cercare risposte. “Dobbiamo fare chiarezza su quanto accaduto,” ha dichiarato un portavoce delle forze dell’ordine, lasciando intendere che il caso potrebbe riservare nuove sorprese.

Duecentonovantacinque pagine di relazioni trasmesse dalla Regione Campania al Ministero della Salute gettano luce sui potenziali fallimenti. Tre le criticità emerse: ghiaccio, contenitore di trasporto e comunicazione intra-operatoria. Un percorso a ostacoli che, secondo i documenti, ha minato il trapianto fin dalla sua origine. L’insufficienza di ghiaccio durante il trasporto e la mancanza di una verifica finale del contenitore sollevano interrogativi inquietanti.

Non meno allarmante è il deficit comunicativo all’interno dell’équipe chirurgica. “In sala operatoria, le parole sono vitali,” è emerso da un’audizione. Ma così non è stato. Si sospetta che, durante i momenti cruciali, la comunicazione tra il personale addetto all’estrazione e il chirurgo responsabile sia stata ambigua o persino assente. Il direttore della cardiochirurgia, Oppido, ha riferito di aver chiesto conferme prima dell’operazione; tuttavia, nessuno ha confermato di averlo fatto esplicitamente.

Ora, con l’incidente probatorio in arrivo, si attende di vedere come si cristallizzeranno le responsabilità. Sarà l’occasione per approfondire ogni aspetto del trapianto: dalla fase di prelievo fino all’impianto nel piccolo Domenico. Una responsabilità professionale in gioco che solleva domande e timori nei cuori dei napoletani.

In attesa che la verità emerga, la tensione resta palpabile. Cosa accadrà ora? Quali saranno le conseguenze sulle vite dei professionisti coinvolti e, soprattutto, sulle famiglie che hanno vissuto quest’atroce perdita? Napoli guarda e attende risposte.

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