Napoli e il Maltempo: un’Allerta che fa Crescere il Malcontento
Mentre scrivo queste righe, un cielo grigio pesante sovrasta la nostra città, e nell’aria si percepisce un misto di preoccupazione e rabbia. Gli avvisi di maltempo gialli che si accumulano nella cronaca quotidiana come foglie sugli alberi non fanno altro che alimentare l’amarezza dei napoletani. Siamo stanchi di essere considerati solo il “millefoglie di calamità” di questa nazione.
Con l’allerta prorogata fino alle 14 di sabato, l’ansia cresce più del solito. Gli strascichi di un inverno che pare essere sempre più difficile da affrontare si fanno sentire, non solo nel meteo ma nei cuori di chi vive e lavora nella città. Non parliamo solo di pioggia e vento: parliamo di famiglie, di commercianti, di vite intrappolate in un susseguirsi di incertezze.
Tante volte, nei momenti di crisi, ci si aspetterebbe un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni, una risposta pronta di chi dovrebbe prendersi cura della città. Invece, tra le strade di Napoli, molti si chiedono se le promesse di intervento e aiuto siano solo parolaio. Perché, mentre altre città sono preparate ad affrontare le avversità, noi siamo lasciati a combattere da soli contro un clima che si fa sempre più impietoso.
La verità è che, come cittadini, viviamo quotidianamente le conseguenze di come la città venga gestita. I disagi si accumulano come i cumuli di spazzatura per le strade o i tavolini dei bar che rimangono vuoti. Così, in tanti provano rabbia e delusione quando ci rendiamo conto che la bellezza della nostra Napoli può venire messa in ombra da una gestione poco attenta. I piccoli imprenditori, le famiglie, i bambini, sono questi gli eroi che ogni giorno affrontano la realtà, mentre le misure precauzionali tardano ad arrivare.
Siamo spesso il faro per le narrazioni di chi visita la città, raccontati per la nostra arte, la nostra cucina, il calore della gente. Ma, oh, come ci ferisce vedere che la nostra Napoli, con il suo patrimonio culturale e umano, venga trascurata. Quanti napoletani hanno perso giorni di lavoro, tempo prezioso, solo perché, in situazioni come queste, non ci sono risposte adeguate da parte di chi decide? La nostra amara constatazione è che quelli che pagano il prezzo più alto sono sempre noi: cittadini onesti, che amano la loro città e ci credono.
In questo scenario difficile, dove il maltempo diventa l’epilogo di una storia più profonda, chiediamo una riflessione seria. Perché non possiamo più tollerare che Napoli diventi solo un oggetto di scandalo e sguardi di disapprovazione. La resilienza di noi napoletani è la nostra forza più grande, ma questa forza deve essere accompagnata da provvedimenti concreti. È tempo che il governo e chi amministra la nostra città si facciano carico delle nostre difficoltà. Non basta più una pacca sulla spalla: servono fatti.
In chiusura, quindi, lanciamo un appello: cittadini, uniamoci. Siamo stanchi di essere i soli a lottare per la nostra Napoli con la bellezza e l’orgoglio che ci contraddistinguono. È ora di accendere il dibattito, farci sentire. Non lasciamo che le nuvole oscurino il nostro sole. Facciamo sentire la nostra voce per costruire una Napoli dove, anche nei momenti di difficoltà, si possa respirare un’aria di sopraffina solidarietà e cura. La nostra città merita di più, e noi dobbiamo pretendere il meglio.