Un dramma che scuote Napoli. L’inchiesta sul trapianto errato che ha portato alla morte del piccolo Domenico Caliendo ha preso una piega inaspettata. La famiglia del bambino ha chiesto la ricusazione di uno dei tre esperti nominati per l’autopsia, un passaggio cruciale per scoprire chi ha sbagliato.
«La sua imparzialità è compromessa», afferma l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. Ai microfoni di un’emittente locale, il professionista spiega che il cardiochirurgo indicato nel collegio peritale ha già espresso pubblicamente la sua opinione sulla vicenda. «Nei dieci giorni precedenti alla sua nomina, ha parlato sui giornali. Chi deve indagare non può essere già schierato», denuncia Petruzzi, chiarendo la gravità della situazione.
Ma non è solo questo il problema. Il medico in questione, il professor Mauro Rinaldi, ha collaborato a una pubblicazione scientifica con uno dei professionisti attualmente sotto indagine. «Questo legame accademico solleva ulteriori dubbi sulla sua neutralità», accusa l’avvocato.
Intanto, il gruppo di esperti, composto anche dal professor Luca Lorini e dal professor Biagio Solarino, è chiamato a svelare le cause della morte di Domenico e a verificare se ci siano state negligenze nel recente trapianto. Ma la richiesta di ricusazione lascia in sospeso il futuro degli accertamenti. Il gip di Napoli dovrà decidere se accogliere quest’istanza, un gesto che potrebbe allungare i tempi della già difficile indagine.
In un clima teso, che tiene con il fiato sospeso l’intera città, i familiari del piccolo attendono risposte. Quali saranno le prossime mosse della giustizia? E i medici coinvolti, quali ripercussioni affronteranno? I napoletani si interrogano, nella speranza di vedere finalmente emergere la verità.