La Corte di Cassazione chiude il caso sulla morte di Salvatore Giordano, il 14enne colpito da calcinacci a Napoli
La Corte di Cassazione ha concluso il processo relativo alla morte di Salvatore Giordano, il ragazzo di 14 anni deceduto a Napoli a seguito del crollo di calcinacci. I giudici della Quarta sezione hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati, confermando così le condanne già emesse in appello.
Mariano Bruno ed Elio Notarbartolo, rispettivamente amministratore e tecnico del condominio di piazzetta Matilde Serao, saranno costretti a scontare due anni di reclusione ciascuno. Entrambi gli imputati avevano rinunciato alla prescrizione e erano stati ritenuti colpevoli di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose.
Il terzo imputato, Giovanni Spagnuolo, ex dirigente comunale, ha visto invece cadere in prescrizione le accuse di omicidio colposo e lesioni, sebbene sia stato condannato per disastro colposo. Le condanne erano state emesse nel gennaio 2025 dalla Corte d’Appello di Napoli, la quale aveva confermato le responsabilità in merito alla mancata manutenzione dell’edificio storico.
La tragedia si è consumata il 5 luglio 2014, quando Salvatore si trovava insieme ad alcuni amici in via Toledo, all’ingresso della Galleria Umberto I. Un pesante frammento di fregio si staccò in modo improvviso dalla facciata del palazzo, colpendo il quattordicenne alla testa. Trasportato d’urgenza in ospedale, Salvatore è morto alcuni giorni dopo a causa delle gravi lesioni patite.
L’incidente ha profondamente scosso la città, portando a un acceso dibattito sul degrado di molti edifici storici del centro di Napoli e sulla carenza di controlli riguardo alla sicurezza di tali strutture.
Il processo ha attraversato tre gradi di giudizio nell’arco di dodici anni. Dopo la condanna in primo grado, la Corte d’Appello di Napoli ha confermato il verdetto, ma i tentativi degli imputati di ribaltare la sentenza in Cassazione si sono conclusi con la dichiarazione di inammissibilità dei loro ricorsi.
L’amarezza della famiglia Giordano è espressa attraverso le parole del loro legale, Sergio Pisani, che ha commentato: “C’è molto di più dietro questa tragica morte, ma non posso che prendere atto della decisione della Cassazione”. Pisani ha anche sottolineato la speranza che privati e Comune si impegnino a risarcire la famiglia, evidenziando questioni ancora aperte riguardanti le responsabilità civili e i risarcimenti per i familiari della giovane vittima.
Le indagini e le responsabilità legate al degrado degli edifici storici di Napoli rimangono nel mirino delle autorità competenti, mentre la città continua a riflettere su tale dramma e sulle misure da adottare per prevenirne il ripetersi.