Luciano Capasso trovato senza vita a St. Moritz, famiglia accusa: “Nessun soccorso, risposte cold”

Luciano Capasso trovato senza vita a St. Moritz, famiglia accusa: “Nessun soccorso, risposte cold”

Ritardi nei soccorsi: la famiglia di Luciano Capasso denuncia negligenze dopo la sua morte in montagna

Luciano Capasso, 25 anni, originario di Qualiano e impiegato in Svizzera come autista in un hotel, è stato trovato senza vita nelle montagne nei pressi di St. Moritz, dove era scomparso durante un’escursione. Secondo le informazioni fornite dai familiari, il giovane sarebbe uscito per una camminata prima dell’alba, intorno alle 4 del mattino, dirigendosi verso una quota di 2.700 metri.

Dopo la sua partenza, Capasso è stato sorpreso da una bufera di neve e, da quel momento, se ne sono perse le tracce. I familiari riferiscono che, nei giorni successivi, il suo telefono ha continuato a squillare a vuoto e la connessione risultava interrotta. In una comunicazione tramite GPS militare, riportata dai familiari, Capasso avrebbe scritto: “cerco di non morire”, ma rimane incerta la tempistica di questo messaggio.

La versione delle autorità locali è che Capasso sia stato travolto da una valanga, classificata di categoria 4 su una scala che arriva a 5, il che ne indica la grande entità. Sergio Pisani, legale della famiglia, afferma che questa nuova informazione cambia significativamente il quadro della situazione, ponendo l’accento sulla necessità di verificare se fosse stata emessa un’allerta valanghe durante i giorni dell’escursione.

La famiglia accusa le autorità di aver gestito con negligenza le operazioni di soccorso. Emmanuel Capasso, fratello della vittima, lamenta che le ricerche non sarebbero mai iniziate e cita frasi ritenute offensive da parte delle autorità, come “Preparatevi a un funerale” e “Rassegnati, non abbiamo una sfera magica”.

In merito all’indagine, le autorità svizzere avrebbero comunicato che non verrà avviata alcuna inchiesta sul decesso di Capasso e che è stato concesso il nulla osta per il rientro della salma in Italia, previsto per le prossime ore. I familiari hanno richiesto di non procedere con l’autopsia, ma resta aperta la possibilità di un’inchiesta in Italia che potrebbe rendere necessario l’esame autoptico.

L’avvocato Pisani sottolinea l’importanza di effettuare verifiche aggiuntive. Se la valanga fosse stata effettivamente di grado 4, l’esito potrebbe essere stato vincente anche in presenza di soccorsi tempestivi. Inoltre, è fondamentale accertare se fossero state emesse allerte e se esistessero mezzi alternativi di ricerca, come droni e altre tecnologie, per assistere nelle operazioni di soccorso.

Un ulteriore elemento di considerazione riguarda l’esperienza di Capasso: l’ex militare avrebbe avuto le competenze necessarie per affrontare situazioni estreme, circostanza che rende ancora più urgente chiarire le tempistiche e le scelte operative adottate dalle autorità nel corso della scomparsa.

Le indagini sulla vicenda potrebbero subire sviluppi, dato l’interesse suscitato dalla questione delle procedure di sicurezza e dalla gestione dei soccorsi su un territorio così complesso e rischioso.

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