Napoli dimenticata: l’arte delle Luci si accende a Salerno
Chi vive a Napoli sa bene quanto sia difficile scrollarsi di dosso l’etichetta di “città maledetta” che ci affibbiano da decenni. Ma questa volta, dopo aver appreso del finanziamento per l’evento “Luci d’Artista” a Salerno, molti napoletani si chiedono: perché la nostra città, con la sua storia, il suo patrimonio artistico e culturale, è sempre messa in secondo piano?
Le notizie giungono dalla Regione Campania, che ha avviato l’iter per l’edizione 2026-2027 delle famose “Luci d’Artista” a Salerno, stanziando 2 milioni e 750mila euro. Un finanziamento che appare come un faro che illumina il cammino di una città, mentre Napoli resta avvolta nella penombra. L’approvazione provvisoria del decreto dirigenziale, firmato dalla direttrice generale delle Politiche Culturali e Turismo, fa da eco ai timori di tanti cittadini che vedono la loro città trascurata.
È davvero incredibile come in un contesto di burocrazia efficiente, Salerno possa vantare un’amministrazione così rapida nel finanziare un evento che riscuote successo ogni anno. E mentre a Salerno si celebrano luci e festeggiamenti, a Napoli ci si interroga: dove sono le luci che potrebbero rendere la nostra città un faro di cultura e bellezza per i turisti? Perché dobbiamo sempre aspettare che qualcun altro si occupi di ciò che è nostro?
Tra i cittadini cresce l’amarezza. In molti sentono l’ingiustizia di vivere in una città che non riesce a brillare negli stessi termini. Gli sforzi per valorizzare Napoli e il suo ricchissimo patrimonio artistico sembrano svanire nel nulla, complicati da una burocrazia che, paradossalmente, sembra muoversi con un passo da lumaca rispetto a quella salernitana. Mentre il sindaco di Salerno celebra il suo successo, Napoli, da sempre culla di arte e cultura, attende in silenzio.
Veniamo a quanto accade sotto il profilo politico: il sindaco Vincenzo Napoli di Salerno si dimette, lasciando la città in gestione commissariale. Ma nella nostra Napoli, la politica è maestra nel creare confusione e incertezze. Dov’è la visione strategica per il nostro futuro? Ci si prepara a una nuova campagna elettorale, ma i cittadini onesti, che pagano per un’amministrazione inadeguata, si sentono abbandonati.
Si potrebbe obiettare che a Napoli esistono eventi e iniziative artistiche, eppure la percezione è chiara: non basta un festival di pizza o un concerto estivo per colmare un vuoto che si fa ogni giorno più profondo. Per molti, i grandiosi eventi hanno il sapore di un trucco per mascherare i problemi reali: la sporcizia, l’abbandono, l’inefficienza. L’immagine di una città abbellita solo in alcune zone, mentre altre zone cadono nel degrado, lascia un’amara sensazione di sfiducia.
In questo contesto, non possiamo fare a meno di confrontare il trattamento che riceviamo rispetto ad altre città. Molti napoletani provano rabbia e delusione nei confronti di un sistema che sembra dimenticare il loro valore. La cultura è un nostro diritto e non un favor da ricevere. Solo una vera e appassionata mobilitazione dei cittadini può risvegliare le coscienze di chi governa.
La chiusura di questo discorso è accesa e deve aprire il dibattito: perché non possiamo avere anche noi le nostre “luci” a Napoli? È il momento di chiedere a gran voce che la nostra città torni a splendere come merita! I cittadini napoletani hanno tanto da offrire, e sarebbe ora che l’amministrazione si rendesse conto del tesoro che ha nelle mani, prima che la frustrazione porti a una rassegnazione letale. È giunto il momento di unirci e lottare per la Napoli che sogniamo!