Napoli è una città dalle mille contraddizioni, dove la bellezza si intreccia con problemi profondi e radicati. Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la presidente della Corte di Appello, Maria Rosaria Covelli, ha lanciato un allarme che non possiamo ignorare: l’aumento dei reati commessi dai minori. Un fenomeno preoccupante che si declina in due grandi filoni, distinti ma ugualmente drammatici.
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, Covelli ha evidenziato come molti di questi reati siano direttamente collegati alla camorra, ma un’altra fetta rilevante deriva da povertà educativa e deficit familiari. Questo doppio binario rende la situazione ancora più complessa perché non si tratta solo di criminalità organizzata, ma anche di un disagio sociale che coinvolge famiglie e comunità intere.
Il procuratore generale Aldo Policastro ha poi dipinto un quadro della camorra che non lascia spazio a illusioni. La criminalità organizzata a Napoli resta solida ma frammentata, con due cartelli principali, i Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano, che si contendono il controllo. Policastro ha chiarito che, nonostante alcune narrazioni turistiche che vogliono i quartieri e la sanità ‘liberati’ dalla camorra, la realtà è ben diversa: la presenza camorristica è ancora molto radicata e influenza profondamente la vita quotidiana di molte zone della città.
Ricordo come in passato la camorra abbia avuto un potere così vasto da condizionare anche ambiti apparentemente distanti, e questa realtà, purtroppo, non sembra essersi affievolita. La denuncia di Policastro smonta quella visione edulcorata e ci impone di guardare in faccia una verità dura da accettare.
In questa cornice, i giovani rappresentano il punto più fragile e vulnerabile. Il fatto che una parte significativa dei reati minorili derivi da un contesto familiare e sociale difficile ci parla di una città che deve investire con urgenza in educazione, supporto alle famiglie e opportunità per i ragazzi. Senza dimenticare la lotta alla camorra, che resta imprescindibile per offrire a Napoli un futuro diverso.
Non ho a disposizione ulteriori dettagli sulle strategie concrete messe in campo, ma la chiarezza con cui la Corte di Appello e la Procura hanno descritto la situazione è un passo importante per comprendere la portata del problema. Napoli è una città che amo, con tutte le sue contraddizioni, e credo sia fondamentale affrontare questi temi con onestà e senza facili semplificazioni. Solo così potremo sperare in un cambiamento reale e duraturo.