I lavori in corso a Bagnoli per l’America’s Cup 2027 sono sotto indagine della Procura di Napoli. Questa inchiesta è scaturita da esposti presentati da un gruppo di cittadini preoccupati per l’impatto ambientale e sanitario delle attività nell’ex area Italsider.
Sotto la guida del procuratore Nicola Gratteri, è stato istituito un pool di magistrati composto da due sezioni strategiche dell’ufficio inquirente: una dedicata alla tutela dell’ambiente e del territorio, e l’altra ai reati contro la Pubblica Amministrazione. L’obiettivo primario è verificare la correttezza degli appalti e delle procedure, e valutare se la popolazione sia esposta a rischi legati alla movimentazione di materiali considerati potenzialmente nocivi.
Le preoccupazioni dei residenti affondano radici in una lunga storia di mancata bonifica dell’area, che si protrae da oltre trent’anni. Nelle prossime settimane avrà inizio un nuovo capitolo del processo sull’omessa bonifica, avviato quasi vent’anni fa dai magistrati. Questo contesto amplifica la delicatezza delle operazioni nel Sito di Interesse Nazionale Bagnoli-Coroglio.
Recentemente, una delegazione di pubblici ministeri ha visitato il cantiere per valutare lo stato dei lavori, già al centro di proteste e manifestazioni che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini. L’ultima manifestazione è stata segnata da polemiche, in particolare per la comparsa di una scritta contro il sindaco di Napoli e commissario straordinario del Sin, Gaetano Manfredi.
In risposta alle preoccupazioni, il sindaco ha dichiarato la sua disponibilità a collaborare con la Procura, assicurando la massima trasparenza su tutte le attività e ribadendo la fiducia nell’operato della magistratura. Gli esposti sono stati presentati dagli avvocati Domenico Ciruzzi ed Elena Coccia, che hanno sottolineato i timori dei cittadini riguardo alle possibili ricadute sulla salute pubblica.
Contemporaneamente, le forze dell’ordine stanno indagando su altri episodi legati alla tensione nel territorio, tra cui i blocchi dei camion che trasportano materiali estratti dalla zona dei lavori, e sull’identificazione degli autori della scritta contro il sindaco. Si delinea così un quadro complesso, in cui è evidente il connubio tra il grande evento sportivo e le inquietudini sociali e ambientali storicamente radicate nella comunità.
Le indagini della magistratura continuano, e gli sviluppi futuri potrebbero avere un impatto significativo non solo sul progetto dell’America’s Cup, ma anche su una questione ambientale che attende risposte da decenni.