Gratteri in intervista su CRC: Propone che Stato anticipi spese legali per agenti

Gratteri in intervista su CRC: Propone che Stato anticipi spese legali per agenti

Nicola Gratteri discute di decreto sicurezza in esclusiva su “The Mask”

Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, sarà il primo ospite della nuova trasmissione radiotelevisiva “The Mask” su CRC. L’intervista, condotta da Lorenzo Crea, è prevista per domani, sabato 7 febbraio, alle ore 10. Durante la conversazione, Gratteri ha commentato il decreto sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri, enfatizzando l’importanza di mantenere un legame stretto tra forze dell’ordine e cittadini.

Secondo quanto dichiarato da Gratteri nell’intervista, alcune misure del decreto potrebbero essere interpretate come una protezione esclusiva per determinate categorie. Il magistrato ha avvertito che questo rischio potrebbe inviare un messaggio errato, allontanando le forze dell’ordine dalla comunità. “Non vorrei che passasse il messaggio che noi vogliamo tutelare una specifica categoria rispetto a un’altra e che vogliamo allontanare le Forze dell’Ordine dalla gente”, ha affermato, sottolineando che “la Polizia dello Stato lavora per la gente e deve essere amica” dei cittadini.

Gratteri ha proposto una riforma per affrontare le spese legali del personale delle forze dell’ordine. In particolare, ha suggerito che lo Stato anticipi una parte dei costi di difesa per gli agenti coinvolti in procedimenti giudiziari. Come esempio, ha citato un giovane poliziotto che guadagna circa 1.400 euro al mese, rendendo impossibile accumulare somme come 5.000 euro per un avvocato, specialmente in città ad alto costo della vita come Milano o Torino.

Sul piano tecnico-giuridico, il procuratore ha invitato a evitare distinzioni che potrebbero creare l’impressione di “operatori protetti”. “Dobbiamo stare attenti a fare delle distinzioni sul piano della procedura penale”, ha precisato Gratteri, per non far percepire poliziotti e operatori di giustizia come categorie privilegiate.

Nell’intervista, Gratteri ha menzionato potenziali criticità, come la gestione degli atti in caso di conflitti a fuoco. Ad esempio, se un agente non viene immediatamente iscritto nel registro degli indagati e viene sentito come testimone, potrebbe fornire dichiarazioni a proprio danno. Al contrario, se iscritto, potrebbe attendere i risultati di perizie tecniche prima di essere interrogato.

In chiusura, Gratteri ha richiamato alla prudenza nelle procedure. “Paradossalmente può essere un danno far partire un poliziotto o un finanziere come testimone da ascoltare per poi inserirlo tra gli indagati”, ha dichiarato, consigliando di “ragionare su quello che facciamo” invece di agire d’impulso.

Le affermazioni di Gratteri emergono da un’intervista esclusiva a CRC, come riportato dalla redazione. Al momento, il dibattito sul decreto sicurezza continua, con possibili sviluppi che potrebbero includere ulteriori emendamenti o discussioni parlamentarie basate su queste osservazioni.

Fonte

Accesso metro al Policlinico di Napoli invaso da rifiuti: discarica a cielo aperto segnalata

Accesso metro al Policlinico di Napoli invaso da rifiuti: discarica a cielo aperto segnalata