Napoli e le sue ombre: l’incredibile disinteresse per una città che merita di più
Napolitudine, un termine che molti di noi hanno imparato a conoscere, in una città che sembra dimenticare il proprio potenziale. Questo sentimento di amarezza si fa ancora più forte in questi giorni, mentre la politica locale sembra più concentrata su lotte interne che sul bene dei cittadini. Mentre noi, abitanti di Napoli, affrontiamo le sfide quotidiane, vediamo i nostri rappresentanti lontani dalle nostre reali necessità.
La discussione è tornata a infiammare gli animi napoletani, dopo le dichiarazioni giunte da Salerno, dove l’ex governatore Vincenzo De Luca sembra voler intraprendere la sua quinta avventura come sindaco. È ironico pensare che in una regione così ricca di cultura, storia e potenziale economico, si torni a parlare di una figura che ha diviso, piuttosto che unire. Le sue aspirazioni personali si poggiano su un panorama politico che, a detta di molti, è più simile a un campo di battaglia che a una casa di vetro trasparente.
Tra i cittadini cresce l’amarezza nel vedere un Partito Democratico apparentemente in difficoltà, intrappolato in una rete di strategie personali e contese interne anziché focalizzarsi su ciò che realmente conta: la comunità. Gli appelli che chiedono unità e sintesi programmatica vengono ignorati, mentre i rappresentanti locali scrivono lettere che cadono nel vuoto. “Ma quando mai Vincenzo De Luca non è stato un problema per il Partito Democratico?” è la domanda che molti di noi si pongono, con una voglia di risposte che resta insoddisfatta.
E quale risposta dà la segretaria del partito, Elly Schlein, a questo caos? Un silenzio assordante, un rinvio a una politica regionale che continua a disinteressarsi delle problematiche locali. La sua assenza nel dibattito su Napoli opprime ulteriormente la nostra voce come cittadini. Questa mancanza di comunicazione e la difficoltà a stabilire un dialogo significativo con gli alleati sollevano un interrogativo inquietante: chi sta davvero governando la nostra città e la nostra regione?
Quello che emerge è un quadro desolante: da una parte un De Luca che mira al potere, dall’altra un Pd che fatica a trovare una sua identità, e intanto noi, cittadini, rimaniamo in uno stato di attesa. La rabbia cresce quando si constata che il nostro futuro politico viene deciso in stanze chiuse, senza il nostro coinvolgimento. Siamo noi cittadini onesti, con la nostra quotidianità fatta di fatica e speranza, a pagare le conseguenze di questi giochi di potere.
Eppure, Napoli è e resterà una città vibrante, piena di risorse e di potenzialità inespresse. Questo vale per ogni angolo delle nostre strade, per ogni sorriso dei nostri bambini, per ogni storia di chi, nonostante tutto, ha il coraggio di sognare un futuro migliore. La nostra città non merita di essere rappresentata da figure che sembrano trascurare ciò che realmente conta: il benessere della comunità.
Se vogliamo costruire un campo largo che realmente tenga conto delle esigenze dei napoletani, è necessario un cambio di passo. Le forze politiche devono smettere di navigare nella confusione e iniziare ad ascoltarci. Non possiamo permettere che l’immagine di Napoli venga offuscata dai contrasti interni di partiti affermati. Abbiamo bisogno di un dialogo aperto, inclusivo, che ridia voce a tutti noi.
In questo momento storico, il futuro di Napoli è più che mai incerto. Ma, allo stesso tempo, è il momento di riscoprire la nostra forza. Da cittadini, dobbiamo farci sentire, e alzare la voce contro questa indifferenza che ci circonda. Se non ora, quando? La palla passa a noi, napoletani: non possiamo rimanere in silenzio. È tempo di riprenderci il nostro spazio e di lottare per una Napoli che brilla, non solo nel cuore di noi che la abitiamo, ma anche sulla scena politica nazionale. La nostra città merita un futuro migliore, e siamo pronti a combattere per ottenerlo.