Napoli: Peggioramento della Salute del Piccolo Domenico Caliendo, Avviate Cure Palliative
Napoli – Domenico Caliendo, un bambino di due anni e mezzo, ricoverato da settimane nella Terapia Intensiva Pediatrica dell’ospedale Monaldi, ha mostrato un “ulteriore, progressivo e rapido peggioramento” delle sue condizioni di salute, secondo l’ultimo aggiornamento clinico fornito dai medici. La situazione, già critica, ha richiesto la convocazione urgente dei genitori, Patrizia e Antonio, poco prima dell’alba.
Nei momenti immediatamente successivi, al piccolo è stato aumentato il livello di sedazione e sospesi i percorsi di “cura condivisa,” giudicati non più efficaci per la sua condizione. La madre, presente al capezzale, vive un’attesa carica di ansia e dolore, definendo questo momento come uno dei più difficili dall’inizio della vicenda.
Recentemente, Patrizia ha concordato con i medici di passare alle cure palliative, con l’intento di garantire a Domenico un fine vita dignitoso ed evitare l’accanimento terapeutico. Durante un incontro che ha visto il coinvolgimento di specialisti e un medico legale, è stata pianificata una de-escalation delle terapie, mantenendo solo quelle ritenute salvavita.
Domenico è attualmente collegato a un sistema ECMO, utilizzato per la respirazione e la circolazione extracorporea, dopo un trapianto di cuore fallito avvenuto il 23 dicembre. Il prolungato utilizzo di questo dispositivo ha portato a gravi danni agli organi interni. I medici hanno indicato che staccare ora il supporto equivarrebbe a “staccare una spina”, e confermano che il bambino non sta soffrendo, come sottolineato dal cardiologo Antonio Corcione.
Le circostanze che hanno portato a questa drammatica evoluzione sono al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli. A emergere è una serie di presunti errori legati al trasporto dell’organo, che è stato definito “inservibile”. Secondo le indagini, durante il viaggio verso Napoli, l’organo sarebbe stato danneggiato a causa dell’uso di ghiaccio secco al posto di ghiaccio normale e di un contenitore isotermico datato, privo di sensori di temperatura. La Procura ha già identificato sei indagati tra il personale medico e infermieristico del Monaldi, ma si valuta l’espansione dell’inchiesta anche a quanti operavano a Bolzano.
Recentemente, un consulto di esperti provenienti da tutta Italia ha escluso ulteriori possibilità di trattamento per Domenico. Il cuore che era stato individuato come potenziale alternativa è stato già trapiantato a un altro bambino all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.
Con la fase di ricerca di soluzioni conclusa, sembrano aprirsi nuovi orizzonti per la famiglia, che ora affronta una realtà difficile, accompagnata da una crescente attesa per la gestione del dolore e della sofferenza.
Le indagini della Procura continuano per chiarire tutte le responsabilità riguardo ai passaggi che hanno portato a questa tragica situazione.