Caos al Monaldi: il cuore di Domenico Caliendo mai arrivato a destinazione!

Caos al Monaldi: il cuore di Domenico Caliendo mai arrivato a destinazione!

Nel cuore pulsante di Napoli, un’altra tragedia scuote la comunità. Domenico Caliendo, solo tre anni, è morto dopo un intervento di trapianto di cuore che avrebbe dovuto ridargli la vita. Una vicenda drammatica che coinvolge non solo una famiglia, ma interi quartieri di un’aquila ferita.

Il trasporto dell’organo da Bolzano a Napoli è avvenuto in modo approssimativo. Non si è utilizzato il moderno contenitore Paragonix, indispensabile per garantire la giusta temperatura. Al suo posto, un semplice “frigorifero passivo”, reperibile al prezzo di 30 euro. “Non può essere accaduto un errore simile,” sostiene un medico sotto anonimato, incredulo. “La vita di un bambino non può essere trattata come un pacco da spedire.”

Domenico, originario di Nola, si è trovato collegato a un aparato ECMO per 59 giorni, con un cuore che, si scoprirà in seguito, era arrivato a Napoli in condizioni disastrose. Il cardiochirurgo, messo di fronte ai fatti, esprime l’amarezza di un intero team. “Abbiamo fatto il possibile”, disse, ma le sue parole sono cariche di impotenza.

Le indagini stanno avvolgendo gli strati di responsabilità, ma già emergono dettagli scioccanti. Il cuore, arrivato al Monaldi, era “inglobato in un blocco di ghiaccio”. Non si tratta del ghiaccio giusto, ma di ghiaccio secco, a -79 gradi, capace di bruciare i tessuti. Come è potuto succedere? Un errore durante il trasporto ha avuto conseguenze irrevocabili.

Le autorità, i carabinieri del Nas in prima linea, non stanno risparmiando gli sforzi per scoprire la verità. Non si può ignorare l’audit interno dell’ospedale che ammette la disponibilità dei moderni contenitori. “Non era stato usato perché la squadra non ne era a conoscenza.” Un’ammissione che suona come una beffa per una vita spezzata.

Riflettendo su questo episodio triste, ci chiediamo: qual è il valore della vita quando gli errori sono così gravi e imperdonabili? Quanti altri Domenico ci saranno nei corridoi degli ospedali? Una ferita aperta che non potrà mai rimarginarsi, mentre il clamore e la rabbia dei cittadini di Napoli si alzano. È il momento che tutti, anche noi, cominciamo a chiedere giustizia.

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