A Casavatore, la notte scorsa è calato il sipario sulla latitanza di Salvatore Ferone, noto come “o’ Mackey”, catturato dai Carabinieri proprio mentre si rifugiava nel suo appartamento in Corso Europa. Un arresto che segna un’ulteriore tappa nella battaglia di Napoli contro il crimine organizzato, facendo rumore nei corridoi delle forze dell’ordine.
“Finalmente siamo riusciti a prenderlo. È un risultato importante per la sicurezza dei cittadini”, ha dichiarato un militare presente all’operazione. Ferone, 35 anni, è ritenuto il capo dell’omonimo clan, noto per il traffico di marijuana nelle strade di Casavatore e dintorni. Da novembre scorso mancava all’appello, sfuggendo ai controlli e alle ricerche degli investigatori.
La sua storia criminale risale a oltre un decennio fa, quando, insieme ad altri, orchestrava un traffico che si estendeva fino ai quartieri limitrofi di Arzano e Napoli. Nel 2015, era stato condannato a dieci anni di reclusione per associazione a delinquere, ma dopo un iniziale annullamento della condanna, la Corte d’Appello lo aveva chiamato a rispondere della sua responsabilità.
L’operazione che lo aveva portato all’arresto nel 2011 aveva fatto scalpore. “Si guadagnavano centinaia di migliaia di euro a settimana”, racconta un testimone di quei fatti, ricordando le scene di caos e le operazioni di polizia. Le forze dell’ordine, munite di arieti, avevano sfondato porte blindate e catturato diversi membri del clan, definiti i “re della marijuana” di Casavatore.
Ma nel momento in cui il capitolo di Ferone sembra chiudersi, nuovi equilibri si stanno delineando. Voci che circolano tra gli addetti ai lavori parlano di un ritorno del clan Pagano, intenzionato a riappropriarsi del controllo sugli affari illeciti in città, aprendo interrogativi sul futuro della criminalità nella zona.
La tensione rimane palpabile tra le strade di Casavatore. Gli abitanti vogliono sicurezza, ma la domanda è: chi prenderà il posto lasciato da Ferone? E quale sarà l’ulteriore impatto sulle famiglie e sui commercianti onesti che cercano di vivere e lavorare in un contesto così complesso?