Napoli – Una tempesta si addensa sul cielo grigio della città, mentre si fa strada una verità inquietante: il clan Contini non è solo un’organizzazione criminale, ma una vera e propria “holding del malaffare”. Le indagini della DDA, in sinergia con Guardia di Finanza e Carabinieri, hanno svelato un sistema spietato che intreccia le corsie d’ospedale con gli uffici assicurativi, rivelando una rete ben oliata di frodi e affari illeciti.
“Stiamo parlando di una macchina economica che funziona come un orologio”, afferma un investitore locale, allarmato da questa infiltrazione. La “tassa” sugli incidenti era la norma, e nelle intercettazioni il linguaggio degli indagati suona molto più da broker finanziario che da malavitoso. “La chiudiamo al dieci per cento”, è l’inquietante cifra che emerge, indicativa della stecca da trattenere sui liquidati.
L’operazione era meticolosa: acquistando polizze ad hoc, il clan costruiva sinistri a tavolino. “Bisogna mettersi d’accordo prima”, chiariscono i sodali, instaurando una rete di complicità che trasformava incidenti presunti in un bancomat per il clan.
Ma non finisce qui. L’inchiesta ha puntato i riflettori sull’ASL Napoli 1 Centro e in particolare sull’ospedale San Giovanni Bosco, da tempo considerato un feudo del clan. Qui, i Contini manovravano servizi vitali come le pulizie, un controllo occulto che consentiva loro di dettare legge nelle strutture sanitarie, piegando la salute pubblica ai propri interessi.
La situazione è diventata tesa quando l’ASL ha avviato una revisione degli appalti. “Si stanno muovendo”, dicono gli indagati in preoccupazione, consapevoli che l’azione di risanamento avrebbe fatto traballare le basi di un potere consolidato. Le mire del clan si sono concentrate sull’allora direttore generale, Ciro Verdoliva. Le carte dell’inchiesta parlano di pressioni e segnali intimidatori, un modo per preservare i profitti di una camorra che usa il silenzio dei colletti bianchi come arma.
Emerge ora un quadro allarmante: una criminalità che sa saldare la malavita organizzata con imprenditoria compiacente e gestione dei servizi pubblici. Il diritto alla salute si trasforma in un’opportunità di profitto illecito, mentre la città di Napoli si chiede fino a dove si spingerà questa spirale di corruzione e violenza. I cittadini sono pronti a combattere, ma il futuro rimane incerto, in un clima di tensione palpabile. Cosa accadrà ora?