Bolzano accusa il team di Napoli di gravi criticità nell’espianto legato alla morte di Domenico

Bolzano accusa il team di Napoli di gravi criticità nell’espianto legato alla morte di Domenico

Morte di Domenico Caliendo: Ospedale di Bolzano risponde alle accuse

Bolzano – Il 18 febbraio scorso, l’ospedale di Bolzano ha inviato una relazione al Ministero della Salute in risposta alle controversie riguardanti la morte di Domenico Caliendo e il fallimento del suo trapianto di cuore. Secondo il Dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia autonoma, le responsabilità sarebbero da attribuire a problematiche operative del team di prelievo proveniente da Napoli.

Il focus della relazione è sui 59 minuti critici durante la procedura di espianto, avvenuta il 23 dicembre scorso, dalle 11:25 alle 12:24. In questo intervallo, sono emerse diverse criticità che, secondo il documento, hanno compromesso il successo dell’intervento.

Uno dei problemi principali riguarda un drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione, che ha provocato una “massiva congestione di fegato e cuore.” Questo ha reso necessario un intervento correttivo d’emergenza da parte dello staff medico di Innsbruck.

Inoltre, la relazione mette in evidenza una “dotazione tecnica incompleta” da parte del team campano. Le sacche e i contenitori utilizzati durante l’espianto sarebbero stati forniti dall’équipe di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano, a causa delle carenze del team napoletano. Tra le mancanze segnalate spicca anche quella del materiale refrigerante, un elemento cruciale per il corretto svolgimento dell’operazione.

Al centro delle indagini ci sono anche dubbi sulla gestione dell’eparina, importante anticoagulante utilizzato durante il trapianto. Gli inquirenti stanno focalizzando parte delle indagini sul “ghiaccio secco” fornito dall’ospedale di Bolzano al team di Napoli. I magistrati hanno richiesto i nominativi del personale che ha fornito quel materiale, ritenuto potenzialmente determinante per chiarire la catena di responsabilità.

Dopo le operazioni iniziali, il team cardiochirurgico è stato trasferito con l’elicottero della Guardia di Finanza verso Verona, per poi proseguire in aereo verso Napoli. Tuttavia, il trapianto ha avuto un esito tragico. Le informazioni ricevute dal Centro Nazionale Trapianti (Cnt) non sono arrivate nei tempi previsti e, sebbene inizialmente il cuore fosse stato impiantato, è stato successivamente espiantato a causa di una disfunzione primaria dell’organo.

Le indagini sono in corso e potrebbero portare a nuovi sviluppi nell’ambito della responsabilità medica e delle procedure di trapianto.

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