Trapianto di cuore danneggiato: sei indagati e attesa per il verdetto dell’Heart Team
NAPOLI – Si attende il verdetto dell’Heart Team riguardo agli esami eseguiti su un bambino di due anni recentemente sottoposto a un trapianto di cuore, il quale ha evidenziato anomalie preoccupanti. La decisione medica sarà cruciale per stabilire se il piccolo potrà rimanere in lista per un nuovo intervento.
“L’Heart Team si pronuncerà nella giornata di oggi sugli accertamenti effettuati per confermare la possibilità di mantenere il bambino in lista d’attesa”, ha dichiarato Francesco Petruzzi, legale della famiglia.
Indagini in corso
La Procura di Napoli ha avviato un’indagine per presunte lesioni colpose in relazione all’intervento, eseguito presso l’ospedale Monaldi il 23 dicembre scorso. I primi testimoni sono stati ascoltati, tra cui il dottor Giuseppe Limongelli, ex responsabile del monitoraggio post-trapianto, che si è dimesso pochi giorni dopo l’operazione.
Deposito della consulenza
Nella mattinata odierna, l’avvocato Petruzzi si recherà in Procura per depositare una consulenza redatta da specialisti del Bambino Gesù di Roma. Questo documenterà ufficialmente il caso nell’inchiesta avviata. “Intendo confrontarmi con il pubblico ministero per verificare eventuali sviluppi investigativi e la possibile nomina di un collegio per l’incidente probatorio”, ha aggiunto Petruzzi, sottolineando che questa fase potrebbe rivelarsi decisiva per chiarire le responsabilità.
Conflitto di pareri medici
Le valutazioni cliniche del Bambino Gesù e quelle del Monaldi mostrano divergenze significative su aspetti fondamentali. In risposta, la famiglia ha richiesto una “third opinion” a centri di eccellenza europei specializzati in ritrapiantologia e ECMO, localizzati a Londra, Parigi, Berlino e Utrecht. “L’obiettivo è sciogliere il nodo delle posizioni contrapposte e determinare ulteriori opzioni terapeutiche”, ha dichiarato il legale.
Prospettive future
Mentre le indagini procedono, con l’intento di ricostruire integralmente la catena clinica e organizzativa del trapianto, rimane prioritaria la condizione del piccolo paziente. La conferma della sua permanenza in lista per un nuovo trapianto rappresenterebbe un passo cruciale nella corsa contro il tempo per garantire un intervento salvavita.
La comunità e le istituzioni rimangono in attesa di sviluppi significativi in questa delicata vicenda.