Un urlo disperato risuona nel cuore di Baia, una località che sembra assopita, ma che oggi è scossa da una storia di violenza e paura. I carabinieri di Bacoli hanno arrestato un 43enne, accusato di stalking e agressioni nei confronti della sua ex moglie, una donna di 44 anni, costretta a vivere in un incubo quotidiano.
La vittima, madre di due figli di 18 e 12 anni, ha denunciato una sequenza inarrestabile di maltrattamenti: appostamenti sotto casa, pedinamenti, insulti e minacce. “Ha cercato di farmi vivere nella paura”, racconta, mentre le ferite sul corpo — giudicate guaribili in 21 giorni — raccontano una storia di soprusi e un continuo stato di ansia. Nonostante le quattro denunce presentate tra Natale e inizio anno, la spirale di violenza sembrava non arrestarsi.
L’ultimo atto di questa drammatica vicenda è avvenuto ieri, al porto di Baia. La donna, credendo di essere seguita, si è nascosta dietro un muro. È qui che ha avvistato l’ex marito, a bordo di una station wagon nera, che ha iniziato a controllare la sua auto. Al suono del telefono, mentre scappava verso la sua vettura, il 43enne si è avventato su di lei, tentando di strapparle il cellulare con un inquietante: “Voglio solo parlare”. Ma la donna, mostrando un coraggio incredibile, è riuscita a mettersi in salvo, correndo verso la caserma della Capitaneria di porto.
Il gesto di chiedere aiuto ha attivato la macchina delle forze dell’ordine. I carabinieri, avvertiti, hanno esaminato i video delle telecamere di sorveglianza. Le immagini raccontano una storia di assalti e fuga, di una violenza che si cela sotto la superficie di una tranquilla giornata a Baia. Rintracciato nella sua abitazione, il 43enne è stato arrestato.
Per la 44enne, l’arresto potrebbe segnare un punto di svolta, ma quella notte a Baia continua a risuonare forte. Qual è il futuro per chi vive questa quotidianità di terrore e sopraffazione? La domanda rimane nell’aria, lasciando un senso di urgenza che invita a riflettere e discutere.