Autopsia e consulenze tecniche accelerano l’inchiesta sulla morte di Domenico

Autopsia e consulenze tecniche accelerano l’inchiesta sulla morte di Domenico

Inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo: Accertamenti in corso dopo il trapianto cardiaco a Napoli

La Procura della Repubblica di Napoli ha avviato un’inchiesta per fare luce sulla morte di Domenico Caliendo, un bambino di due anni deceduto dopo un trapianto cardiaco eseguito presso l’Ospedale Monaldi. L’episodio è avvenuto il 6 febbraio, 59 giorni dopo l’intervento.

L’inchiesta è stata avviata per esaminare ogni fase del trapianto e delle cure post-operatorie. Sono sette le persone attualmente sotto indagine, tra cui diversi sanitari coinvolti nella cura e nell’operazione del piccolo. La Procura ha infatti richiesto un incidente probatorio e un’autopsia, al fine di chiarire le responsabilità mediche e i passaggi cruciali che hanno portato al decesso.

Il piccolo Domenico aveva ricevuto un cuore che, successivamente, si è rivelato non attabile. Durante il periodo di attesa per un secondo trapianto, che sembrava possibile fino a pochi giorni prima della sua morte, era supportato da macchinari vitali.

Verifiche sulle procedure e responsabilità

I periti nominati dovranno analizzare possibili negligenze e errori da parte del personale sanitario, esaminando tutti gli aspetti del trapianto, dal prelievo del cuore, avvenuto il 23 dicembre a Bolzano, alla sua conservazione e al trasporto. In particolare, si indagherà se le operazioni siano state condotte secondo le linee guida nazionali e le buone pratiche scientifiche.

L’indagine si concentrerà anche sulla tempistica e sulle scelte terapeutiche adottate dai medici dell’Ospedale Monaldi. I magistrati vogliono verificare se l’intervento sia stato condotto in modo corretto e se siano state previste alternative cliniche che avrebbero potuto influenzare l’esito finale.

Critiche e denunce della famiglia

L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha espresso preoccupazione per presunti eventi occorsi nei 45 giorni successivi all’intervento, affermando che non sono state effettuate sufficienti verifiche diagnostiche, come una Tac cerebrale. Secondo il legale, ciò potrebbe costituire una negligenza da parte del personale medico.

Petruzzi ha anche contestato la comunicazione riguardo alle condizioni del cuore impiantato, sostenendo che la documentazione medica riportava riferimenti a un “cuore ghiacciato”, informazione che non sarebbe stata comunicata ai familiari. L’avvocato ha definito irragionevole che questo dettaglio non sia stato condiviso con la madre.

In aggiunta, il legale ha denunciato un presunto tentativo di condizionamento psicologico nei confronti della famiglia, a seguito di un consiglio dato alla madre di non discutere con i media la valutazione negativa emessa dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù riguardo a un secondo trapianto.

Prossimi passi dell’indagine

L’incidente probatorio e l’autopsia rappresentano fasi cruciali per definire se ci siano responsabilità mediche nella morte di Domenico. Le indagini sono in corso e ulteriori sviluppi potrebbero emergere nelle prossime settimane, contribuendo a chiarire le circostanze di questa tragica vicenda.

La Procura rimane in attesa dei risultati degli approfondimenti tecnici, che potrebbero fornire risposte definitive e delineare eventuali responsabilità nel caso.

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