Assolto Antonio Chierchia: Fine di un processo per estorsione aggravata nel Napoletano
Antonio Chierchia è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto, al termine di un processo presso il Tribunale di Torre Annunziata. La sentenza, emessa dal Collegio giudicante presieduto dal giudice Aufieri e con a latere i giudici Salzano e De Simone, ha capovolto le accuse di estorsione aggravata dal metodo mafioso, dopo oltre un anno di detenzione dell’imputato.
La vicenda ha origine a Pimonte, comune dei Monti Lattari, nell’ambito di un’inchiesta avviata nel marzo di due anni fa dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Torre Annunziata. Secondo le ipotesi investigative della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), Chierchia avrebbe esercitato pressioni illecite su un imprenditore impegnato nei lavori di riqualificazione del campo sportivo “San Michele”. I fatti contestati erano stati inseriti nel contesto delle attività del presunto sodalizio criminale Afeltra-Di Martino, attivo nell’area.
Gli inquirenti, coordinati dalla DDA, avevano raccolto elementi che puntavano a un’accusa grave. Il Pubblico Ministero aveva richiesto una condanna a sei anni di reclusione, basandosi su un quadro accusatorio che includeva presunte minacce legate a lavori edili. Secondo le fonti investigative, tra cui i rapporti dei Carabinieri, l’episodio si inseriva in dinamiche tipiche del racket nel territorio.
Al centro del processo è emerso il tema del riconoscimento oculare. La persona offesa aveva identificato Chierchia come responsabile in tre occasioni distinte: durante le indagini preliminari e nel corso del dibattimento. Questo elemento, spesso considerato solido in casi di cronaca nera, è stato tuttavia contestato dalla difesa.
L’avvocato Francesco Romano, in rappresentanza di Chierchia, ha condotto un’indagine difensiva che ha evidenziato incongruenze nel racconto della vittima. Attraverso testimonianze e analisi, la difesa ha argomentato l’estraneità dell’imputato, portando i giudici a ritenere il riconoscimento non supportato da prove oggettive certe.
La sentenza ha posto fine a 15 mesi di custodia cautelare in carcere per Chierchia. I magistrati del Tribunale di Torre Annunziata hanno accolto le tesi difensive, decretando l’assoluzione e il suo immediato rilascio. Secondo una prima ricostruzione, le motivazioni della decisione si focalizzeranno sulle lacune probatorie, ma queste saranno depositate nelle prossime settimane.
Ora, le indagini potrebbero estendersi alla valutazione della posizione della persona offesa, per chiarire le discrepanze emerse. Fonti giudiziarie indicano che ulteriori sviluppi saranno possibili una volta rese note le motivazioni, con potenziali riflessioni sulle procedure di riconoscimento in casi di camorra. L’inchiesta rimane sotto l’attenzione della DDA e delle forze dell’ordine.