Alessandro Siani disponibile a supportare la ricostruzione del Teatro Sannazaro per la comunità

Alessandro Siani disponibile a supportare la ricostruzione del Teatro Sannazaro per la comunità

Napoli brucia: l’incendio del Teatro Sannazaro e la nostra identità in pericolo

Non ci sono parole per descrivere il dolore che molti di noi, napoletani veri, stiamo provando in questi giorni. Vedere il Teatro Sannazaro, cuore pulsante della cultura partenopea, ridotto in cenere è una ferita profonda. Un luogo che ha visto nascere sogni, che ha portato risate e lacrime, oggi è solo un cumulo di macerie. Alessandro Siani, uno di noi, racconta il suo dispiacere, e con lui sentiamo il grido di tutti i cittadini che amano questa città viva e vibrante.

L’incendio che ha devastato il Sannazaro non è solo una perdita per il teatro, ma per Napoli intera. Ogni seduta rovinata, ogni soffitto crollato, ci ricorda quanto la nostra storia e la nostra cultura siano vulnerabili. Siani, insieme a tantissimi artisti, ha messo in luce un aspetto fondamentale: la ricostruzione di questo tempio della cultura non è solo una questione di mattoni e legno, ma di cuore e anima. «Il Teatro Sannazaro è la vita», dice Siani, e non possiamo che concordare.

In mezzo a tutto questo, spesso ci ritroviamo a chiederci: perché Napoli è sempre l’ultima a ricevere attenzione? Le promesse di rapida ricostruzione da parte delle istituzioni arrivano a pioggia, ma la disillusione è palpabile tra i cittadini. Molti si interrogano se questa volta sarà diverso. «Spero che i proclami di queste ore siano mantenuti», continua Siani, e in molti provano rabbia e delusione per l’inerzia di chi dovrebbe tutelare la cultura e l’identità della città.

A Napoli, il tempo sembra fermarsi quando si tratta di proteggere e valorizzare le nostre eccellenze culturali. I teatranti, gli artisti e i semplici cittadini stanno lottando affinché il Sannazaro risorga dalle sue ceneri. Ma chi ci sostiene davvero? Tra i cittadini cresce l’amarezza nel constatare che, troppi spesso, le urgenze del teatro, della cultura e della nostra identità vengono messe in secondo piano rispetto ad altre priorità. Siani non è solo, e non può fare tutto da solo: ha bisogno del supporto di tutti noi, ma anche delle istituzioni che promettono e poi dimenticano.

Che ne sarà del nostro patrimonio culturale, della nostra storia, se lasciamo che calamità come questa vadano impunite e senza risposte concrete? Noi, napoletani, siamo stati sempre noti per la nostra resilienza, ma è giunto il momento di far sentire forte la nostra voce. Non possiamo più permettere che la nostra città venga trascurata, penalizzata e lasciata a se stessa. L’amore per Napoli deve tradursi in azioni concrete; il Sannazaro deve tornare a vivere perché rappresenta una parte di ciascuno di noi.

Concludendo, non lasciamoci sopraffare dall’apatia. Chiamiamo a raccolta tutti coloro che amano Napoli, affinché la nostra voce si faccia sentire con forza. Non è solo un teatro che brucia; è un pezzo della nostra identità che rischia di andare perduto. Prima che sia troppo tardi, facciamo sentire il nostro orgoglio napoletano e combattiamo per la nostra cultura. Come dice Siani, è tempo di rialzare la testa e ricostruire la nostra ‘bomboniera’ di Chiaia. Perché il Teatro Sannazaro non è solo un edificio: è Napoli.

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