Affitti a Napoli: la Brutale Discriminazione di Chi Cerca Casa
Napoli, la città che amiamo, sta vivendo un momento buio e desolante per tutti noi che viviamo quotidianamente le sue strade, i suoi vicoli, e i suoi sogni. La casa, un diritto sacrosanto, è diventata un miraggio per molti. Quella che dovrebbe essere la nostra dimora, il nostro rifugio, si sta trasformando in un campo di battaglia dove i cittadini onesti si trovano a dover lottare contro un sistema che sembra averli dimenticati.
Recentemente, una coppia di aspiranti inquilini ha affrontato una dura realtà in zona Materdei. Nonostante la volontà di posare caparre ingenti, il loro entusiasmo viene gelato da un agente immobiliare che comunica che la casa è già ambita da dipendenti statali. Inutile dirlo, in questo mercato spietato, la priorità sembra andar sempre a chi ha il “lavoro giusto”. Questo è solo l’inizio di una serie di testimonianze che rivelano quanto sia diventata difficile la ricerca di un’abitazione a Napoli.
Tra i cittadini cresce l’amarezza e il sdegno per una situazione che sembra sfuggire di mano. Non è solo una questione di affitti. È la dignità di chi lavora, di chi cerca di costruire una vita nella propria città, che viene calpestata. Un’agenzia immobiliare nel Rione Sanità, ad esempio, ha rifiutato anche una consulente con partita IVA stabile da otto anni, perché “non ha le garanzie giuste”. Ma quali sono queste garanzie? Quasi a suggerire che non si tratta solo di numeri, ma di una discriminazione che affonda le radici nel tessuto sociale della nostra città.
Ogni giorno, in tanti provano rabbia e delusione. La scena si sposta verso il corso Vittorio Emanuele, dove un’agenzia immobiliare scoraggia fin dal primo scambio di parole chi si presenta con un lavoro autonomo. Al contrario, un magistrato di Milano, da cui si attende un ricco canonico di affitto, pare rappresentare quella sicurezza che a noi cittadini di Napoli è negata. Questo divario sociale incrina le fondamenta della nostra comunità, di quella Napoli che si è sempre contraddistinta per la sua accoglienza.
Non possiamo restare a guardare. La storia del mercato degli affitti a Napoli va oltre le mere statistiche e diventa un grido d’allerta. L’aumento vertiginoso dei canoni – +2,5% per i monolocali e +3,0% per i bilocali – è roba da far accapponare la pelle. E le proposte che circolano parlano di contratti transitori che non garantiscono dignità né stabilità a chi cerca casa. È inaccettabile! Quella che dovrebbe essere una scelta abitativa è diventata un lusso per pochi, un privilegio di una ristretta élite.
Andrea Laerte Davide, portavoce della formazione Possibile, ci mette di fronte a una cruda verità: il diritto alla casa è sotto attacco. Ogni giorno, molte famiglie faticano a trovare anche un piccolo angolo nel quale sentirsi al sicuro. “La politica non può più restare a guardare”, afferma con forza. E noi, napoletani di ogni angolo, dovremmo farci sentire, non solo per rimanere in questa battaglia ma per difendere la nostra identità e il nostro diritto alla città.
In un momento in cui il turismo avanza, facendo crescere i prezzi, è vitale restaurare il valore della residenza rispetto all’affitto breve. Molte e molti di noi si chiedono perché la nostra Napoli attiri sempre più visitatori, mentre noi stessi fatichiamo così tanto a trovarci una casa. È ora di riappropriarci del dialogo, di una discussione seria e costruttiva che ci veda protagonisti.
In questo contesto, chiediamo a gran voce che Comune e Regione agiscano. La lotta per il diritto alla casa è una battaglia di civiltà e dignità. Non possiamo lasciare che Napoli diventi una città per soli pochi fortunati. È arrivato il momento di accendere il dibattito, sollecitare l’attenzione di chi ha il potere di cambiare le cose e, soprattutto, di farci ascoltare.
Noi napoletani non siamo solo custodi di una tradizione: siamo qui, presenti e combattivi, pronti a difendere il nostro futuro e il nostro diritto a vivere dignitosamente nella nostra città. Facciamo sì che il nostro grido di aiuto risoni in ogni angolo, in ogni stanza del potere, e che ogni cittadino possa riappropriarsi della propria casa, della propria Napoli.