Napoli: La Città che Brilla ma Non Brilla per Tutti
Quando si parla di Napoli, il cuore di ogni napoletano batte forte, carico di orgoglio ma anche di amarezza. Sono anni che la nostra amata città calca le scene internazionali come una delle mete turistiche più affascinanti d’Europa, con 15 milioni di visitatori nel 2025, un incremento straordinario che ha visto la presenza di turisti stranieri salire al 65%. Ma dietro ai numeri scintillanti c’è la realtà di chi vive qui, di chi ogni giorno affronta le sfide di una metropoli spesso dimenticata.
L’ultimo studio di Srm, che sarà presentato all’evento Hospitality Sud, evidenzia la crescita vertiginosa del turismo a Napoli, con un +4% rispetto all’anno precedente e un +106,1% rispetto ai dati pre-pandemia. Sono cifre che fanno brillare gli occhi, certo, e ci si aspetterebbe che il benessere portato da questa affluenza si traduca in miglioramenti tangibili per i cittadini. Eppure, tra le strade affollate di turisti felici, i napoletani si domandano: “Ma dove sono i benefici per noi?”
Tra i cittadini cresce infatti l’amarezza. I problemi di sempre continuano a minare la qualità della vita: strade bucate, spazzatura per le vie, e un sistema di trasporti che non riesce a stare al passo con la domanda crescente. In tanti provano rabbia e delusione nel vedere come questi problemi siano praticamente invisibili per chi visita la città, ma che colpiscono ogni giorno noi, che abitualmente percorriamo quegli stessi marciapiedi.
“Il turismo è un’opportunità, ma non deve diventare una dannazione per noi”, afferma con passione Antonio, un ristorante storico a pochi passi da Piazza del Plebiscito. “Ogni volta che arriva un turista, ci si aspetta che ciò porti lavoro e prosperità, ma molto spesso è solo un’illusione. I locali chiudono e le piccole attività faticano a sopravvivere.” Quello che dovrebbe essere un ciclo di crescita appare a molti come una spirale di frammentazione:
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Siamo in un contesto di crescita economica, ma quale crescita è destinata effettivamente a noi, cittadini, e quale finisce solo per sfiorare la superficie?
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I turisti possono godere delle meraviglie di Napoli, mentre noi nelle ore di punta siamo costretti a viaggiare su mezzi pubblici sovraffollati e in condizioni precarie.
Ogni angolo della città racconta storie di un’umanità che fatica a trovare spazio in una narrazione che sembra ignorare le voci più silenziose. Il contrasto tra gli sfarzi dei ristoranti e delle boutique per turisti e le case di molti napoletani che cadono a pezzi è stridente.
Così, il dibattito si accende. Come può una città che attrae così tanti visitatori trascurare i suoi abitanti? È inaccettabile vivere in un luogo dove il turismo è visto semplicemente come un numero da mettere in statistica, dimenticando che dietro quegli incassi ci sono persone, famiglie, sogni e speranze.
Napoli deve trovare il modo di integrare il suo straordinario potenziale turistico con il miglioramento della vita quotidiana dei suoi cittadini. Perché ogni napoletano merita di vedere il proprio valore riflesso nello splendore della propria città. Ecco perché è essenziale che, a fronte di queste cifre entusiastiche, i politici, i leader e le istituzioni locali si facciano sentire e agiscano. Dobbiamo reclamare una Napoli che non sia solo bella per i visitatori, ma fiorente e accogliente anche per chi ci vive.
In questo momento cruciale, molti napoletani si chiedono: può davvero la nostra Napoli diventare un luogo dove la prosperità dei turisti non si traduce in benessere solo per alcuni, ma in una vera e propria rinascita per tutti? Il futuro della nostra città dipende da una risposta collettiva e dal coraggio di fare la differenza.