Un agguato nel cuore del rione Sanità: due giovani sfiorano la morte in una notte di tensione a Napoli #Napoli #RioneSanità #Cronaca
Immaginate le strade acciottolate del rione Sanità che si animano sotto il cielo notturno di Napoli, dove il chiacchiericcio della vita quotidiana si mescola ai rumori della città. Proprio in vico Lammatari, tra le case affollate e i vicoli stretti che raccontano storie di comunità radicate, due giovani amici hanno vissuto un incubo che ha gelato il quartiere: Raffaele Pillo, 19 anni, e Antonio Martusciello, 20 anni, entrambi del posto, stavano attraversando la via in sella a uno scooter quando sono stati sorpresi da un attacco improvviso.
È stata una di quelle notti dove il pericolo si nasconde dietro l’angolo, un’imboscata che ha trasformato un semplice tragitto in una lotta per la sopravvivenza. Gli aggressori, su un’altra moto, hanno agito senza esitazione, sparando in rapida successione. Raffaele Pillo è stato colpito alla schiena, un proiettile che lo ha fatto crollare e ha messo a repentaglio la sua vita, mentre Antonio Martusciello è riuscito a scampare il peggio con una ferita superficiale. Gli investigatori della Squadra Mobile, immersi in un quartiere dove le telecamere di videosorveglianza sono testimoni silenziose, stanno analizzando ogni frame per ricostruire l’accaduto, inseguendo tracce lasciate da ragazzi poco più che maggiorenni, come le vittime stesse.
Quello che rende questa storia ancora più inquietante è il legame familiare di Raffaele con Antonio Genidoni storico capo dei famigerati “Barbudos” della Sanità, un boss detenuto e condannato all’ergastolo per la strage delle Fontanelle. Questo dettaglio, emerso nelle indagini, offre un possibile spiraglio su motivazioni profonde, legate ai fragili equilibri criminali che serpeggiano nel quartiere, dove le dispute per il controllo delle piazze di spaccio alimentano una tensione costante.
Oggi, mentre Raffaele lotta in ospedale per riprendersi – trasferito dall’Ospedale del Mare di Ponticelli dopo essere stato stabilizzato al Vecchio Pellegrini – i medici mostrano un cauto ottimismo, con il giovane che è sveglio e vigile, anche se la prognosi resta riservata. Gli inquirenti attendono con pazienza il momento giusto per ascoltarlo, avendo già interrogato Antonio, che fortunatamente se la cava con ferite leggere. È un attesa che rispecchia la resilienza di una comunità abituata a convivere con ombre del passato, ma che si interroga su come proteggere i suoi ragazzi da tali violenze.
Questo episodio non è solo un fatto di cronaca, ma un richiamo alla fragilità del tessuto sociale nel rione Sanità, dove ogni sparo riecheggia come un monito per il futuro, ricordandoci quanto le scelte di pochi possano sconvolgere la vita di molti. Le indagini proseguono, lasciando spazio alla speranza che la giustizia possa portare un po’ di pace in queste strade.