Nel cuore del Cilento, la scomparsa di un sacerdote amato lascia la comunità in apprensione: un appello disperato per ritrovarlo. #Cilento #SacerdoteScomparso
Immaginate una piccola comunità tra le colline del Cilento, dove la vita scorre con il ritmo delle stagioni e i legami tra le persone sono forti come le radici degli ulivi secolari. Qui, a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, la quiete è stata interrotta dalla scomparsa di don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez, un sacerdote che ha lasciato un’impronta profonda nei cuori di molti. Ora, il Tribunale ecclesiastico interdiocesano partenopeo ha emesso un decreto di citazione, invitando chiunque sappia della sua attuale residenza a farsi avanti, in modo da poterlo notificare ufficialmente per alcuni atti formali.
È una di quelle notizie che tocca le corde dell’anima, soprattutto quando si pensa al ruolo di don Gutierrez Sanchez nelle parrocchie locali. Doveva comparire il 23 marzo per procedure canoniche, ma da quel momento non si hanno più tracce, spingendo il Tribunale a lanciare un appello pubblico. Questa prassi, prevista dal diritto canonico per casi di irreperibilità, sottolinea quanto sia essenziale coinvolgere la comunità, un gesto che ricorda come, in fondo, le istituzioni religiose dipendano dalla rete umana per risolvere i misteri della vita quotidiana.
La preoccupazione si è diffusa rapidamente tra le persone che lo hanno conosciuto, in particolare a Piaggine, dove don Gutierrez Sanchez ha servito come reggente della parrocchia per alcuni mesi. Il sindaco Renato Pizzolante, con un tono di sincero affetto, ha rievocato quei giorni, descrivendo un legame forte creatosi in poco tempo con il paese, un legame che ha unito generazioni diverse. “Furono in molti a esprimere dispiacere per la sua partenza” quando lasciò per un nuovo incarico a Roccadaspide, ha aggiunto, evidenziando come il sacerdote si fosse integrato con facilità, amato dai giovani per il suo entusiasmo e dagli anziani per la sua disponibilità. “Una persona di grande valore umano e pastorale, sempre presente per i parrocchiani”, parole che riecheggiano il vuoto lasciato dalla sua assenza e fanno riflettere su quanto un singolo individuo possa influenzare una comunità intera.
In mezzo a questa incertezza, l’appello del Tribunale ecclesiastico rimane una luce di speranza, un invito a chi ha informazioni utili a contattarli. È un promemoria gentile che, in un mondo sempre più connesso, le storie personali come questa ci ricordano l’importanza di prestare attenzione ai nostri vicini, perché la scomparsa di uno può risuonare nel cuore di molti, lasciando domande che solo il tempo e la solidarietà possono rispondere.
