Una rivoluzione gentile per i pazienti oncologici di Pagani: l’arrivo della telemedicina che cambia le regole del gioco! #SaluteDigitale #CureDomani
Immaginate di essere un paziente alle prese con la stanchezza di una malattia come il cancro, dove ogni spostamento in ospedale sembra un ostacolo in più da superare. Ecco che a Pagani, nel cuore dell’Agro Nocerino Sarnese, sta accadendo qualcosa di davvero trasformante: una delibera appena approvata dal Direttore Generale dell’ASL Salerno ha dato il via a un protocollo sperimentale di telemedicina oncologica presso l’ospedale “Andrea Tortora”.
Questa novità non è solo un passo tecnologico, ma un vero e proprio sollievo per chi vive con patologie tumorali, permettendo visite di controllo o rinnovi del piano terapeutico direttamente da casa, senza le interminabili code agli sportelli o gli sforzi fisici che spesso pesano come macigni, soprattutto per i malati più fragili e i loro familiari.
Come funziona questa nuova era di cure a distanza
Per accedere a questo servizio, basta una connessione e un po’ di familiarità con la tecnologia regionale già in uso. Un paziente, una volta ottenuta la ricetta, può prenotare la televisita in autonomia attraverso la piattaforma Sinfonia, utilizzando semplicemente lo SPID, la Carta d’identità elettronica o la Carta dei servizi. Dall’altra parte, l’oncologo specialista ha a portata di mano un fascicolo sanitario elettronico sempre aggiornato, che rende i consulti più fluidi e veloci, senza perdere tempo in pratiche burocratiche inutili. È come se la sanità stesse finalmente ascoltando le esigenze delle persone, riducendo lo stress e ottimizzando ogni minuto per chi ne ha più bisogno.
Ma oltre all’efficienza, c’è un aspetto umano che merita attenzione: per un paziente spesso immunodepresso, evitare ambienti ospedalieri affollati significa non solo meno fatica fisica, ma anche una barriera in più contro i rischi infettivi. L’ASL Salerno, con questo progetto pilota, sta dimostrando come la telemedicina possa umanizzare le cure senza perdere in qualità, puntando a un’assistenza che protegge davvero la salute. E non è solo un esperimento locale; i risultati di Pagani potrebbero ispirare un’estensione a altre unità operative, arrivando perfino ai Medici di Medicina Generale per un rete di supporto capillare su tutto il territorio.
Alla fine, questa iniziativa ricorda quanto la tecnologia possa essere un’alleata empatica nella vita quotidiana, rendendo le cure più accessibili e vicine alle persone, e aprendo la porta a un futuro in cui la sanità non è più solo un servizio, ma un compagno di viaggio per le comunità locali.
