Un eroe inascoltato a Casoria: dalla gratitudine al disperato appello per un aiuto dopo il crollo. #Casoria #CrolloPalazzina
Immaginate di essere nel cuore di una notte agitata a Casoria, dove un giovane sposo sente i primi segnali di pericolo provenire dalle mura della sua casa, trasformandosi in un attimo in un salvatore per i suoi vicini, ma a un prezzo inimmaginabile. Domenico Ferraiuolo, un uomo semplice che ha lottato per acquistare quell’appartamento con anni di sacrifici, ha notato le crepe e i rumori sinistri che preludevano al disastro, e ha agito d’istinto, avvisando tutti intorno a lui.
Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente, confida con voce rotta, mentre osserva ciò che resta del suo mondo: un cumulo di rovine dove un tempo c’era la sua vita. Disoccupato e da poco sposato, Domenico racconta di aver sentito scricchiolii per giorni, di aver verificato i sotterranei scoprendo una cascata d’acqua da una tubatura rotta, e di aver persuaso gli altri a evacuare, nonostante le rassicurazioni di alcuni. È stato proprio quel coraggio a evitare tragedie peggiori, con i vigili del fuoco che hanno ordinato lo sgombero delle 15 famiglie in via Cavour, in mezzo a proteste e paure.
Tra i residenti, la rabbia e il sollievo si intrecciano come in una storia di vita reale. Roberto Maida, un padre di famiglia tra i colpiti, sfoga la sua frustrazione: Qua non funziona niente. Abbiamo buttato i sacrifici di una vita. Stanotte ci hanno fatto dormire per strada. In albergo potevamo andare solo se avevamo minori o persone con patologie. Meno male che non siamo rientrati. Facevamo la fine dei topi. Eppure, al mattino, molti hanno ringraziato i pompieri per la loro tempestiva azione, mentre esperti indagano sulle cause del crollo, avvenuto alle 7, e sgomberano palazzi vicini per precauzione.
La risposta delle istituzioni si è mossa con urgenza, offrendo un barlume di speranza in questo caos. La Protezione Civile regionale, insieme alla Sma Campania, ha inviato volontari e psicologi per supportare le famiglie, coordinando i soccorsi su richiesta del Comune. L’assessora regionale alla Protezione Civile ha dichiarato: In questa situazione, resa più complessa dal crollo dell’edificio, la nostra priorità assoluta è ora l’incolumità dei cittadini e il supporto alle famiglie coinvolte. La Protezione civile regionale è pronta ad impiegare tutte le risorse necessarie. Stiamo provvedendo a fornire un’assistenza più ampia e strutturata per far fronte ai disagi dei residenti causati dal crollo. Il Comune, attivando fondi regionali, promette sistemazioni temporanee, sottolineando l’impegno a tutelare chi ha perso tutto in un attimo.
Ma oltre l’emergenza immediata, c’è una riflessione più profonda che emerge dalle parole di Antonio Cerbone, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli: Il crollo è avvenuto in uno stabile già sgomberato, dopo che alcuni cittadini avevano segnalato scricchioli e rumori anomali. Ma un sistema di Protezione Civile non può reggersi solo sulla prontezza dei cittadini. Lui, che vive questo territorio da cittadino e professionista, punta il dito su piani di emergenza dimenticati nei cassetti, criticando la mancanza di investimenti in prevenzione. Parlo con la voce di chi vive questo territorio come cittadino, ma anche con la responsabilità di chi opera come tecnico… Questa volta è andata bene. Ma la fortuna non è una politica pubblica, avverte, ricordandoci come una semplice manutenzione avrebbe potuto evitare tutto.
Questa vicenda di Casoria non è solo una notizia di cronaca, ma un monito su quanto le nostre vite dipendano da sistemi che a volte falliscono, invitandoci a riflettere su come comunità e istituzioni possano fare di più per prevenire il prossimo dramma.