Sequestrata a Scampia autofficina abusiva su terreno comunale

Sequestrata a Scampia autofficina abusiva su terreno comunale

In un quartiere affollato come Scampia, un’area pubblica è diventata un nascondiglio per attività illegali, trasformando un angolo verde in un caos di motori e rifiuti. #Napoli #Scampia #Legalità

Immaginate di camminare per le strade di Scampia, vicino a piazza Giovanni Paolo II, un luogo che dovrebbe simboleggiare comunità e sicurezza, solo per scoprire che un’area comunale di circa 140 metri quadrati è stata segretamente occupata e convertita in un’officina meccanica improvvisata. Tutto è iniziato con una segnalazione anonima, che ha allertato le autorità e innescato un’operazione congiunta tra la Polizia Locale di Napoli, i carabinieri della stazione locale, l’Asl Napoli 1 e i tecnici di Abc ed Enel – un sforzo collaborativo che evidenzia quanto il degrado possa toccare il cuore di un quartiere.

Gli agenti, determinati a indagare, si sono trovati di fronte a un cancello chiuso che nascondeva segreti in piena vista. Senza nessuno nei pressi, hanno ottenuto l’autorizzazione del pubblico ministero e coinvolto Napoli Servizi per accedere all’area, trasformando una semplice verifica in un’intervento che ha svelato una realtà allarmate. All’interno, lo scenario era desolante: dieci autoveicoli e tre motoveicoli abbandonati in riparazione, mucchi di pezzi di motore, pneumatici accatastati e oli esausti che contaminavano il suolo, ricordandoci quanto questi rifiuti possano minacciare l’ambiente e la salute quotidiana delle persone che vivono lì.

Non era solo disordine, però; c’era un sistema ben organizzato di illegalità. Un manufatto in muratura di circa 40 metri quadrati, eretto senza alcun permesso, fungeva da servizi igienici rudimentali, mentre indagini più approfondite rivelavano allacci abusivi sia all’elettricità sia all’acqua, con furti che prosciugavano risorse pubbliche. Questa scoperta non fa che sottolineare il peso di simili attività sul territorio, dove spazi destinati alla comunità vengono sottratti, lasciando un’eredità di inquinamento e insicurezza che colpisce famiglie e residenti.

Ora, con l’intera area sequestrata e un’informativa di reato redatta contro ignoti per accuse come occupazione abusiva, gestione illecita di rifiuti e opere edilizie non autorizzate, le indagini vanno avanti per identificare i responsabili e i proprietari dei veicoli. È un reminder gentile, ma fermo, di come queste storie di illegalità non siano solo fatti di cronaca, ma riflessi di sfide più ampie che riguardano tutti noi nel tessuto urbano di Napoli.

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