Pendolari Vesuviana protestano per un dialogo urgente con Casillo, chiedendo soluzioni ai disagi quotidiani

Pendolari Vesuviana protestano per un dialogo urgente con Casillo, chiedendo soluzioni ai disagi quotidiani

Pendolari della Circumvesuviana a Napoli alzano la voce: ‘Stanchi della bagarre politica che paralizza il servizio’! #Napoli #Trasporti

Immaginate la scena caotica di una mattina napoletana, con il Vesuvio che domina l’orizzonte e migliaia di pendolari che si affollano alle stazioni della Circumvesuviana, sperando in un treno che arrivi in orario. Qui, nel cuore di un territorio vivo e pulsante, dove il trasporto pubblico è il filo che collega famiglie, lavoro e sogni, un gruppo di cittadini ha deciso di non tacere più. Esasperati da anni di ritardi e promesse vane, i rappresentanti dei principali comitati civici e gruppi social hanno spedito una lettera aperta all’assessore regionale ai Trasporti, esordendo con un appello diretto: “Stanchi della bagarre politica che paralizza il servizio”. È un grido che risuona tra le strade affollate, riflettendo il peso di una quotidianità interrotta.

Tra i firmatari di questa missiva ci sono voci autorevoli del movimento: Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo Facebook “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”; Salvatore Ferraro, del gruppo “Circumvesuviana-Eav”; Marcello Fabbrocini, presidente del comitato civico Cifariello-Ottaviano; e Salvatore Alaia, presidente del comitato civico E(a)Vitiamolo Sperone. Ognuno di loro porta il peso di una comunità che, giorno dopo giorno, lotta per un diritto basilare come la mobilità, in un’area vesuviana dove il traffico e le distanze rendono ogni viaggio una sfida. È comprensibile che, in un contesto urbano così dinamico, questi ritardi non siano solo disagi, ma veri ostacoli alla vita sociale e economica del territorio.

Nella lettera, i portavoce condividono la loro frustrazione accumulata: “Da quindici anni portiamo avanti da soli la battaglia per il diritto alla mobilità e lo sviluppo dei territori serviti dalle linee vesuviane gestite da Eav”. Aggiungono un tocco di ironia verso la politica: “Non tolleriamo più show da campagna elettorale, mentre aspettiamo treni che non si sa se passeranno”. Questa osservazione naturale evidenzia come, in un sistema già precario, le mosse elettorali finiscano per aggravare il senso di abbandono, lasciando i pendolari a cavarsela da soli.

Consapevoli della “situazione drammatica” della rete, chiedono un incontro urgente per “fare il punto e condividere un percorso che garantisca un’offerta di servizio stabile”, con l’obiettivo di “Rinascere la Circumvesuviana dalle ceneri in tempi ragionevoli”. Non lesinano critiche a chi ha ignorato il problema: “Dura la presa di distanza da chi ‘grida allo scandalo oggi dopo anni di assenza’: ‘Basta speculare sulla pelle dei pendolari!'”. È una riflessione che invita a considerare quanto queste battaglie, nate da manifestazioni e petizioni ignorate, rivelino un distacco istituzionale che colpisce al cuore la fiducia della comunità.

Dopo anni di appelli senza risposte, concludono con un invito schietto: “Siate seri, scendete dal treno!”. In un paesaggio urbano come Napoli, dove il trasporto è il battito della vita quotidiana, questa protesta non è solo una rivendicazione, ma un richiamo all’empatia per chi vive questi disagi ogni giorno. Forse, è proprio da storie come questa che può nascere un vero dialogo, portando a cambiamenti che restituiscano dignità a un servizio essenziale per il territorio.

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