Nell’obitorio del Cardarelli, corpi trascurati tra ruggine e sporcizia rivelano un degrado che colpisce la…

Nell’obitorio del Cardarelli, corpi trascurati tra ruggine e sporcizia rivelano un degrado che colpisce la…

Nel cuore di Napoli, un obitorio abbandonato al caos: i defunti dimenticati tra sporcizia e indifferenza. #Napoli #SanitàInCrisi #DignitàUmana

Immaginate di varcare la soglia di un luogo che dovrebbe essere un ultimo rifugio di pace, solo per trovarvi un’atmosfera di abbandono che ferisce l’anima. All’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Napoli, i corridoi raccontano una storia di degrado che va oltre le parole, dove i defunti giacciono su barelle arrugginite e macchiate di sangue, ammassati senza cura né rispetto, come se il tempo e l’umanità li avessero già dimenticati.

È stato un’avvocata, affrontando un momento personale di lutto all’inizio di gennaio 2026, a portare alla luce questa realtà con foto e video che non lasciano spazio a dubbi. I familiari, arrivati in cerca di chiusura, si trovano invece immersi in un labirinto di corpi coperti da lenzuola sporche, con nomi scribacchiati frettolosamente a pennarello come un’etichetta su un pacco dimenticato. Qui, il dolore si moltiplica: dover sollevare una a una quelle coperte per identificare un volto caro trasforma un addio in una ricerca umiliante, un’esperienza che spezza il cuore e ricorda quanto la dignità sia fragile in un contesto urbano come Napoli, dove la vita quotidiana già lotta contro mille sfide.

Questo scenario non è solo un fallimento logistico, ma un colpo alla comunità intera, evidenziando come il degrado igienico-sanitario possa erodere i fondamenti della nostra civiltà. I vivi, soprattutto i più vulnerabili, si chiedono come possa esistere un simile contrasto in un ospedale che dovrebbe essere il pilastro del Mezzogiorno d’Italia.

La denuncia che chiama al cambiamento

Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha raccolto questa testimonianza e lanciato un’accusa che risuona come un campanello d’allarme. “Siamo di fronte a uno scempio che ferisce la dignità umana,” ha dichiarato, esprimendo un’amarezza che molti nella regione possono condividere. “Non è accettabile che nel 2026, nel principale ospedale del Mezzogiorno, si assista a scene simili. Come possiamo pretendere che vengano rispettati i diritti dei vivi, dei pazienti e dei fragili, se il trattamento riservato a chi non c’è più è quello che si riserverebbe a dei rifiuti?”

Borrelli ha subito pressato la Direzione Sanitaria per interventi urgenti, chiedendo non solo pulizie e riparazioni, ma anche un’indagine sulle responsabilità. Le sue parole, “La pietà per i defunti è il primo segno di civiltà: se manca quella, è finita,” invitano a una riflessione: in una città vibrante come Napoli, dove ogni comunità merita cura, questo obitorio specchio un problema più ampio, forse un monito su come la negligenza possa minare il tessuto sociale.

In risposta all’esposto, la direzione dell’ospedale ha ammesso la necessità di fondi per ristrutturare l’area, un passo che, seppur tardivo, potrebbe segnare l’inizio di un vero cambiamento. Eppure, mentre si attende, ci si domanda come garantire che luoghi del genere non diventino simboli di un fallimento etico, ma spazi di rispetto per tutti.

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