Mer. Gen 14th, 2026

Napoli saluta Luigi Nicolais, scienziato e guida del CNR che ha forgiato l’innovazione italiana per il bene…

Napoli saluta Luigi Nicolais, scienziato e guida del CNR che ha forgiato l’innovazione italiana per il bene…

Napoli piange l’addio a Luigi Nicolais, il visionario che fuse scienza e impegno civile per l’Italia. #Napoli #Scienza #Eredità

Immaginate le strade affollate di Napoli, dove il brusio della vita quotidiana si mescola all’eco dei ricordi: è qui che la scomparsa di Luigi Nicolais, a 83 anni, risuona come un’onda che lambisce i palazzi antichi e i laboratori moderni, ricordandoci quanto un singolo individuo possa intrecciare il rigore accademico con il battito del cuore della comunità. In una città che da sempre celebra i suoi figli illustri, Nicolais emergeva come un ponte tra il mondo delle molecole e quello delle riforme, lasciando un vuoto che non è solo professionale, ma profondamente umano.

La sua vita, un viaggio da ingegnere chimico di fama internazionale a professore emerito dell’Università Federico II, racconta di un uomo che non si accontentava di equazioni e teorie, ma le portava nei corridoi del potere. Nei suoi anni al governo Prodi II, come Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Nicolais ha lottato per modernizzare la burocrazia con l’efficienza della tecnologia, un’eredità che ancora oggi rispecchia i sogni di una Napoli che guarda al futuro con occhi innovativi. Era un’epoca in cui la politica italiana provava a reinventarsi, e lui, con la sua passione, ne era il volto più autentico.

Una carriera che univa innovazione e servizio pubblico

Pensate a un percorso costellato di tappe significative: da docente carismatico alla Federico II, dove ha ispirato generazioni di ricercatori con la sua guida paterna, a assessore nella giunta Bassolino in Campania, dove ha piantato i semi dei distretti tecnologici, trasformando idee in realtà tangibili per la regione. Poi, il suo mandato come presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 2012 al 2016, un periodo in cui ha ribadito che l’innovazione è il motore del Paese, un riflesso di come la scienza possa illuminare la strada verso un progresso condiviso. Come deputato dal 2008 al 2012, ha portato la voce degli scienziati nei dibattiti di Montecitorio, e fino agli ultimi anni, come consigliere per la ricerca al Ministero dell’Università, ha continuato a lavorare instancabilmente. È quasi come se, in un contesto urbano come quello napoletano, dove il caos e la creatività convivono, Nicolais avesse incarnato l’essenza di un progresso non astratto, ma radicato nelle vite delle persone.

La notizia della sua scomparsa ha avvolto l’Italia in un’onda di commozione, unendo politici e cittadini in un tributo spontaneo. La Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha espresso parole che risuonano ancora: “Ci mancheranno il suo talento e la sua intelligenza senza tempo, ma anche la sua rara gentilezza. Luigi Nicolais è stato uno scienziato straordinario che ha saputo rappresentare al meglio l’Italia negli organismi europei per l’innovazione.” Queste riflessioni, così cariche di stima, ricordano come l’impatto di una figura del genere vada oltre i titoli, toccando il tessuto sociale di una nazione. Anche il deputato Francesco Emilio Borrelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha sottolineato il suo ruolo come esempio di politica al servizio della società, un mentore per studenti e colleghi che, in un mondo spesso diviso, univa con gentilezza e visione.

Nicolais non era solo un pioniere nella scienza dei materiali, contribuendo a posizionare l’Italia tra i leader globali, ma un simbolo di come l’innovazione richieda passione e umanità, come lui stesso amava ricordare. In una Napoli che affronta le sue sfide quotidiane, la sua eredità parla di un progresso guidato non solo da competenze, ma da un genuino impegno per il bene comune – una piccola riflessione su quanto le storie personali possano modellare il destino di una comunità.

Alla fine, la scomparsa di Luigi Nicolais ci invita a riflettere su come figure come la sua continuino a ispirare, ricordandoci che il vero progresso è quello che resta nelle mani delle persone e nelle strade del territorio, un’eredità viva che Napoli e l’Italia porteranno avanti con gratitudine e speranza.

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