Morte di un detenuto nel carcere di Secondigliano

Morte di un detenuto nel carcere di Secondigliano

Tragedia nel cuore di Napoli: un detenuto di alta sicurezza perde la vita in cella, e il sindacato suona l’allarme sulle criticità del carcere. #CarcereSecondigliano #GiustiziaInCrisi

Immaginate per un momento le mura imponenti del carcere di Secondigliano, un’istituzione che da anni pulsa al centro di Napoli, custode di storie umane spesso dimenticate. Ieri, in quel reparto T1 dedicato ai detenuti di massima sicurezza, si è consumata una perdita che ha lasciato un’eco di angoscia: un uomo, parte del circuito AS1, è deceduto in circostanze ancora avvolte nel mistero. Le autorità giudiziarie sono ora al lavoro per chiarire le cause, un passo essenziale che ci ricorda quanto fragili possano essere le vite dietro le sbarre.

Questa tragedia non arriva isolata, ma si inserisce in un contesto di tensioni crescenti che il personale del carcere vive ogni giorno. Il Si.N.A.P.Pe, il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria, ha subito alzato la voce, collegando l’accaduto a una serie di disordini e criticità persistenti che affliggono l’istituto. Per le guardie penitenziarie, già sotto pressione, questi episodi non sono solo numeri su un rapporto: rappresentano un rischio quotidiano che incide sulla loro sicurezza e su quella di tutti gli ospiti dell’edificio.

Come sottolinea «Da mesi chiediamo interventi concreti sull’organizzazione, sui carichi di lavoro e sulla gestione dei reparti più complessi – afferma Roberto Santini, segretario generale del Si.N.A.P.Pe –. Non è più accettabile intervenire solo dopo gli episodi più gravi: serve un’azione strutturale immediata», parole che riecheggiano la frustrazione di chi opera in prima linea, lottando contro risorse limitate e carichi insostenibili.

Ora, il sindacato lancia un appello diretto al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, chiedendo una verifica approfondita e interventi urgenti per ristabilire l’ordine. È un richiamo che va oltre le mura del carcere, toccando il tessuto sociale di Napoli, dove ogni incidente del genere solleva domande su come proteggere davvero chi vive e lavora in questi ambienti.

Mentre le indagini procedono, è inevitabile riflettere su quanto questa storia ci spinga a considerare il benessere di tutti, in un sistema che deve evolversi per evitare che le tragedie diventino routine.

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