Quando la musica di Vasco Rossi risuona in sala operatoria, trasformando un intervento in un atto di coraggio quotidiano. #NapoliSalute #MusicaTerapia
Immaginatevi in una luminosa sala operatoria del Policlinico Federico II a Napoli, dove il ticchettio degli strumenti medici si mescola a note familiari: una paziente, sdraiata sul lettino, inizia a cantare Vita spericolata di Vasco Rossi mentre i chirurghi procedono con delicatezza per rimuovere un tumore al seno. Non è solo un momento spontaneo, ma un frammento di vita che ha conquistato i social, condiviso da un chirurgo della Breast Unit, che vede in questo un simbolo di resilienza nel cuore di una città sempre in movimento come Napoli.
Quello che potrebbe sembrare un semplice aneddoto nasconde invece un’evoluzione nella cura delle patologie mammarie, un approccio moderno che privilegia interventi meno invasivi, riducendo al minimo l’uso di anestesia pesante. Qui, le pazienti rimangono coscienti, con un occhio attento al loro benessere emotivo, una pratica ormai diffusa a livello internazionale che abbatte i rischi e favorisce un senso di controllo durante l’operazione. È come se, in mezzo al trambusto urbano di Napoli – una metropoli piena di storie e di umanità – la medicina stesse riscoprendo il valore di rendere i pazienti non solo guaribili, ma anche partecipi del loro percorso.
La musica, in questo contesto, diventa più di un accompagnamento: è un vero strumento di guarigione, capace di distendere l’atmosfera e lenire l’ansia, come confermano studi scientifici che legano un umore positivo a risultati clinici migliori. Pensateci: mentre le note di una canzone italiana echeggiano, creano un ponte tra il freddo ambiente ospedaliero e il calore della vita quotidiana, aiutando la paziente a sentirsi meno sola in quel momento cruciale. È una piccola riflessione su come, nel mondo della sanità, gesti semplici possano fare la differenza, rafforzando il legame tra medici e comunità.
Il chirurgo, con una nota di soddisfazione nella voce, racconta di come, grazie alla collaborazione con gli anestesisti, questi interventi con pazienti sveglie e coscienti siano diventati routine alla Breast Unit, spesso accompagnati da brani come quelli di Vasco Rossi. In fondo, è un promemoria gentile che, anche nei luoghi più tecnici, l’elemento umano rimane al centro, rendendo ogni storia non solo una notizia, ma un passo avanti per tutti noi nel territorio napoletano.
