Lo sciame sismico scuote l’area flegrea: un incontro urgente per vigilare su Napoli e dintorni, tra preoccupazione e resilienza #Terremotiflegrei #Sicurezzacampania
Immaginate l’alba che si affaccia sul Golfo di Napoli, con le prime luci che illuminano le strade affollate di Pozzuoli e Bacoli, dove la terra ha tremato nella notte, ricordando a tutti quanto sia sottile il confine tra la quotidianità e la natura imprevedibile. Questa mattina, il Centro Coordinamento Soccorsi si è riunito su convocazione del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per valutare da vicino lo sciame sismico che da ieri tiene in ansia la comunità locale.
Intorno a un tavolo virtuale o fisico, animato da volti seri e determinati, si sono seduti i sindaci e i responsabili della protezione civile di Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, insieme al Direttore Generale della Protezione Civile Regionale, alla SORU, alla Direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, ai referenti sanitari, ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’Ordine. Era come una rete di guardiani, pronti a intrecciare sforzi per comprendere gli effetti della scossa principale, una magnitudo 3.1 registrata alle 02:23, in un’area già segnata dalla sua storia vulcanica. L’atmosfera, sebbene carica di attenzione, trasmetteva una solida professionalità, rafforzando quel senso di comunità che, in questi momenti, diventa ancora più vitale.
Nella vivace trama urbana della Campania, dove il rombo del Vesuvio è parte del paesaggio, non si sono registrati danni o allarmi particolari tra la popolazione: nessun segnale di criticità o richieste di aiuto ai Vigili del Fuoco, e i controlli nei comuni non hanno rivelato pericoli immediati. Eppure, è rassicurante osservare come i Centri Operativi Comunali restino attivi, con protocolli sanitari specifici in vigore fino alla fine dello sciame, e come il Centro Coordinamento Soccorsi mantenga un dialogo stretto con la Regione Campania, la SORU e l’Osservatorio Vesuviano. Questo monitoraggio continuo, un piccolo baluardo contro l’incertezza, ci fa riflettere su quanto la preparazione possa trasformare un potenziale rischio in una storia di resilienza condivisa.
In fondo, episodi come questo non fanno che evidenziare la forza delle comunità locali, sempre pronte ad affrontare le sfide del territorio, ricordandoci che la vera sicurezza nasce dalla vigilanza e dal legame collettivo.
