Nel cuore antico di Salerno, un blitz rivela la macellazione clandestina che minaccia la salute pubblica: #SalernoSicura, #ControlliAlimentari
Immaginate una mattina qualunque nel vivace centro storico di Salerno, dove le strade acciottolate raccontano storie di secoli passati, ma che oggi fanno da sfondo a un’operazione che ha toccato le vite di molti. I Carabinieri del Nas, supportati da un team di autorità locali come la Compagnia locale, il Nucleo Ispettorato del Lavoro, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, la Polizia Municipale e l’Asl, hanno dato il via a un meticoloso controllo ispirato da un decreto della Procura della Repubblica. Quello che hanno scoperto era un immobile apparentemente anonimo, gestito da un cittadino di origine extracomunitaria, che nascondeva una realtà inquietante: una macellazione clandestina in condizioni che nessuno vorrebbe mai associare al cibo che finisce sulle nostre tavole.
Le autorità hanno trovato il locale in pessime condizioni igienico-sanitarie, con sporco diffuso, pareti e soffitti non adatti a una pulizia adeguata e persino infestanti che si muovevano liberamente. È stato come sbirciare in un mondo sotterraneo che ignora le regole basilari della sicurezza alimentare, un reminder di quanto sia fragile la salute della comunità se non si interviene. Immediatamente, le operazioni sono state sospese, e ciò che è seguito è stato un sequestro massiccio: circa sei quintali di carni e carcasse animali senza alcuna bollatura sanitaria, insieme a una tonnellata di alimenti – tra carne, prodotti ittici, riso e legumi – già deteriorati e potenzialmente pericolosi per i consumatori.
Ma l’indagine non si è fermata lì; è come se un domino fosse caduto, trascinando con sé un minimarket vicino, legato allo stesso gestore. Qui, le violazioni erano evidenti: gravi carenze igieniche e strutturali hanno portato a una chiusura immediata, con il sequestro di oltre 40 kg di alimenti congelati – vegetali, ittici, carnei e formaggi – privi di qualsiasi tracciabilità. Questa estensione delle verifiche sottolinea quanto i problemi possano intrecciarsi in una rete, mettendo a rischio non solo la salute, ma anche la fiducia nel tessuto commerciale locale. Per di più, l’attività è stata sospesa sul momento per violazioni gravi in materia di sicurezza sul lavoro, un passo necessario che ricorda come la protezione dei lavoratori vada di pari passo con quella dei cittadini.
Le autorità non hanno esitato a estendere i controlli ad altri due esercizi “etnici” nel quartiere. In un kebab, le condizioni erano altrettanto preoccupanti: infestanti ovunque, un servizio igienico non funzionante, accumulo di sporco e utensili contaminati hanno condotto a una chiusura rapida. C’è stato anche l’intervento per lavoro nero e carenze di sicurezza, con una sanzione per l’impiego di un lavoratore non registrato, un dettaglio che fa riflettere su quanto queste pratiche informali possano esporre tutti a rischi inutili. Nel frattempo, un secondo minimarket ha subito lo stesso destino, sospeso per analoghe deficienze igieniche e strutturali: all’interno, circa 190 kg di alimenti in cattivo stato di conservazione sono stati vincolati, e 65 kg di riso, legumi e dolciumi senza tracciabilità sequestrati. Anche qui, la sicurezza sul lavoro è stata motivo di intervento immediato.
Mentre le verifiche continuano, con la Polizia annonaria e il Nucleo Operativo Prevenzione Reati che indagano su autorizzazioni e contratti di affitto, i titolari coinvolti sono stati segnalati per varie infrazioni. Le ammende ammontano a 20.671,41 euro, con sanzioni amministrative per 21.900,00 euro, come indicato dalla Procura di Salerno. Queste azioni non sono solo numeri su un verbale; rappresentano un monito per la comunità, evidenziando come la vigilanza costante sia essenziale per proteggere il nostro territorio da rischi che potrebbero toccare chiunque.
