La partita Juve Stabia-Entella va in scena senza tifosi per decreto del Prefetto

La partita Juve Stabia-Entella va in scena senza tifosi per decreto del Prefetto

Nel cuore di Castellammare, lo stadio resta in silenzio per una partita che unisce calcio e cautela: Juve Stabia contro Virtus Entella a porte chiuse. #CalcioItaliano #Sicurezza

Immaginate lo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, un’icona del quartiere dove le grida dei tifosi e i colori delle sciarpe dipingono l’aria di passione ogni weekend. Ma per la gara di Serie B tra Juve Stabia e Virtus Entella, prevista per sabato 24 gennaio alle 14:00, quel palcoscenico animato si trasformerà in un vuoto inaspettato, con le tribune deserte come un teatro interrotto a metà spettacolo.

La decisione, emessa con un’ordinanza dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, nasce da una valutazione approfondita dei rischi per l’ordine pubblico. È il risultato di un lavoro silenzioso e meticoloso: il Comitato Provinciale di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, riunito il 20 gennaio, e la Questura di Napoli hanno identificato potenziali criticità, optando per questa misura preventiva. Senza alcun riferimento a incidenti passati, è una scelta che privilegia l’analisi del rischio, assicurando che la partita possa procedere senza ombre.

Per i fan, sia quelli locali della Juve Stabia sia i sostenitori della Virtus Entella, arriva la delusione di una trasferta annullata e di biglietti mai emessi. Il calcio, dopotutto, è più di un gioco: è un rito comunitario che riempie le strade di Castellammare, dove famiglie e amici si riuniscono per condividere emozioni. Oggi, però, dovranno accontentarsi di guardarla in televisione, attraverso i canali dedicati al campionato di Serie B, trasformando un evento vivo in un’esperienza distante, quasi eterea.

In una città come Castellammare, dove il calcio intreccia le vite quotidiane con l’orgoglio locale, questo vuoto riecheggia come una piccola ferita. È un promemoria, magari un po’ malinconico, di come le misure di sicurezza stiano diventando sempre più comuni nel panorama italiano, proteggendo tutti ma privando il gioco del suo battito umano. Mentre le squadre si preparano sul campo, ci si domanda se questi silenzi forzati stiano ridesignando il modo in cui viviamo lo sport, un passo alla volta.

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