Mer. Gen 14th, 2026

La caccia al pistolero di piazza Carolina si chiude a Napoli con Jhonny Percich

La caccia al pistolero di piazza Carolina si chiude a Napoli con Jhonny Percich

Spari nel cuore di Napoli: giovanissimi tra camorra e strade storiche #Napoli #CamorraGiovanile

Immaginate la notte che avvolge le antiche vie di Napoli, dove il chiacchierio dei turisti di giorno lascia spazio a ombre inquietanti. Qui, in un quartiere pulsante come i Quartieri Spagnoli, un ragazzo di 19 anni, Vincenzo Giovanni Lucci Percich – tutti lo chiamano Jhonny – è al centro di una storia che mette i brividi, un episodio di violenza che ha trasformato un angolo vivace della città in un campo di battaglia improvvisato.

Jhonny, figlio di una famiglia segnata da vecchie ombre camorristiche, è scomparso nel nulla dopo essere stato indicato come il protagonista di una sparatoria a piazza Carolina, un salotto monumentale affacciato sul mare. Suo padre, Salvatore, è in carcere da mesi per l’omicidio di un innocente, e Jhonny sembra aver ereditato un mondo di tensioni, guidando una banda di adolescenti che si scontra con un’altra per il controllo delle piazze di spaccio tra via Chiaia e piazza Plebiscito. È una lotta silenziosa ma feroce, dove ragazzini tra i 15 e i 17 anni adottano tattiche da clan adulti: armi nascoste, raid su scooter, e una premeditazione che fa riflettere su come il tessuto urbano di Napoli stia cedendo a questi venti di guerra.

Nella notte del 12 dicembre

La preparazione del raid

come ricostruito dagli investigatori, tutto inizia con un incontro furtivo. Jhonny e i suoi complici – tra cui Carlo Forte e due minorenni – si riuniscono ai margini dei Quartieri Spagnoli, recuperando scooter rubati che sfrecceranno come fantasmi nelle strade deserte. Le telecamere catturano la scena: figure avvolte nel buio, con mani in tasca che stringono pistole, mentre si muovono con una coreografia quasi militare, dai vicoli stretti fino al cuore della città. È un momento che trasmette un senso di inevitabilità, come se queste strade, cariche di storia e vitalità, stessero assistendo a un rituale pericoloso, ereditato da generazioni passate.

Gli scooter si insinuano tra le vie affollate di giorno, sfiorando piazza Trinità degli Spagnoli e via Montesanto, con armi già pronte, puntate contro chiunque incroci il loro cammino. È un dettaglio che gela: un minorenne che impugna due pistole contemporaneamente, Jhonny che le maneggia con disinvoltura, quasi come un gioco estremo. Questo non è solo un atto di violenza; è un segnale di quanto il contesto sociale stia influenzando questi giovani, intrappolati in dinamiche di potere che vanno oltre le loro vite personali, toccando l’intera comunità napoletana.

Arrivati a piazza Carolina

L’irruzione e il caos

, il gruppo irrompe tra i locali notturni e i colonnati storici. Le immagini delle telecamere mostrano scooter che sfrecciano verso un gruppo rivale, con Jhonny che alza le armi e spara, una fiammata che illumina l’oscurità. Bossoli di vario calibro finiscono sul selciato e sui gazebo dei bar, ricordi tangibili di colpi esplosi a breve distanza, in un luogo che di solito brulica di giovani e turisti. Gli inquirenti parlano di un’azione letale, con “l’animus necandi” che sottolinea l’intento omicida, eppure è difficile non riflettere su come questi ragazzi stiano trasformando spazi simbolo della città in teatri di vendetta, erodendo il senso di sicurezza che ogni comunità merita.

La risposta non si fa attendere: i rivali del Pallonetto-Santa Lucia contrattaccano, con un minorenne che spara verso gli scooter in fuga, portando il conflitto fin sotto casa di Jhonny. È una catena di eventi che si chiude con una “stesa” intimidatoria, colpi che echeggiano nei vicoli, lasciando tracce di proiettili e cartucce. Le indagini, supportate da video, social media e intercettazioni, intrecciano le vite di questi adolescenti – dai dettagli dei loro vestiti condivisi su Instagram ai legami familiari con clan storici – rivelando una rete di alleanze e fughe che allarga il cerchio del pericolo.

Questa vicenda, con i fermi richiesti per tentato omicidio e porto d’armi aggravati da metodi mafiosi, non è solo cronaca; è un monito su come il controllo del territorio stia coinvolgendo sempre più giovani, rendendo le strade di Napoli un campo minato invisibile. Riflettendo su tutto questo, ci si chiede come proteggere il futuro di una generazione intrappolata in cicli di violenza, per ridare alle piazze il loro ruolo di luoghi di vita, non di scontro.

Fonte

Related Post