Un anziano di Napoli lotta per la vita in un drammatico intervento chirurgico ad Avellino: #Salute #EmergenzaMedica #StorieDiResilienza
Immaginate un anziano di 71 anni, proveniente dalla provincia di Napoli, che si presenta al pronto soccorso di Avellino in uno stato critico, di fronte a una delle emergenze vascolari più pericolose che esistano. È una situazione che colpisce dritto al cuore, ricordandoci quanto fragile possa essere la vita e quanto indispensabili siano le mani esperte dei medici in momenti del genere.
Questa storia inizia con una grave dissezione dell’aorta toraco-addominale, una condizione in cui la parete interna dell’arteria si lacera, creando due flussi sanguigni separati e mettendo a rischio gli organi vitali. Senza un’azione immediata, le conseguenze potrebbero essere fatali, un rischio che fa riflettere su come, in un attimo, tutto possa cambiare per una persona e la sua famiglia.
L’équipe della Chirurgia Vascolare dell’ospedale San Giuseppe Moscati, lavorando in una sala operatoria ibrida all’avanguardia, ha affrontato la sfida con una procedura complessa. Accedendo attraverso l’arteria femorale e usando tecniche guidate da ecografie, i chirurghi hanno eseguito un’incisione controllata per ripristinare il normale flusso sanguigno. «Questa fase è particolarmente delicata, richiede esperienza e precisione di manovra per guidare la teleferica a cavallo della lamella e intervenire con l’elettrobisturi nel punto giusto», come ha descritto un medico coinvolto, evidenziando quanto l’abilità umana sia cruciale in queste operazioni ad alto rischio.
Una volta ripristinato un unico canale, è stata posizionata un’endoprotesi toraco-addominale, un dispositivo che non solo stabilizza l’aorta ma garantisce anche la corretta circolazione verso gli organi addominali. Tutto in una sola sessione, unendo complessità chirurgica e tecnologia innovativa, in un esempio di come la medicina possa fare la differenza sul territorio.
Ora, il paziente è in via di ripresa, grazie al meticoloso lavoro del team di cardioanestesisti nel post-operatorio, e si prepara a lasciare il reparto. Questa vicenda non è solo un successo medico, ma un promemoria sul valore dell’assistenza sanitaria specializzata nelle nostre regioni, che continua a proteggere vite quotidiane con dedizione e professionalità.
