Una tragedia nei cieli di Benevento: la vita di un pilota leggendario spezzata in un istante. #AviazioneItalia #IncidentiAerei
Immaginate un tranquillo martedì sera nel cuore della Campania, dove il rombo di un elicottero ultraleggero si trasforma all’improvviso in un incubo di fiamme e metallo contorto. È qui, al campo volo di Benevento, che l’ex colonnello Venanzio Rapolla, un 69enne con una passione incrollabile per i cieli, ha affrontato il suo ultimo volo, lasciando un’ombra di dolore su una comunità che lo ammirava.
Trasferito d’urgenza al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Rapolla ha lottato con tutte le sue forze contro ustioni estese al 90% del corpo e fratture multiple, condizioni che i medici avevano descritto fin da subito come disperate. Eppure, la sua storia è molto più di una tragica fine: al comando di quell’elicottero, Rapolla era accompagnato dall’imprenditore 78enne Pasquale Esposito, deceduto sul colpo nell’impatto.
Ora, mentre le indagini della Procura di Benevento procedono per chiarire cosa sia accaduto – con l’ipotesi di un guasto tecnico che appare la più probabile, anche se non si escludono un malore o un errore umano – ci si sofferma sulla vita straordinaria di Rapolla. Ufficiale di carriera dal 1977 e formatosi con il prestigioso corso Pantera dell’Accademia di Modena, ha dedicato 37 anni al servizio come elicotterista, fondatore dell’Aeroclub di Benevento e pluricampione di specialità, diventando un istruttore e esaminatore di fama nazionale.
In momenti come questo, dove il destino tocca vite ordinarie e straordinarie, ci ricordiamo quanto il cielo, con la sua promessa di libertà, possa anche nascondere pericoli imprevedibili, onorando chi, come Rapolla, ha ispirato tanti a inseguire i propri sogni.