Una giornata movimentata a Portici: un pusher in fuga su scooter tradisce se stesso, portando al sequestro di droga e soldi. #Portici #SicurezzaUrbana #Antidroga
Immaginate una tipica giornata in piazza Poli, quel cuore pulsante di Portici dove la comunità si riunisce per chiacchiere al bar o una passeggiata tra i vicoli affollati. È un angolo di vita urbana che mescola il quotidiano con le sue ombre, e proprio qui, durante un controllo di routine, gli agenti del Commissariato locale hanno incrociato lo sguardo di un giovane, Dario Russo, un 20enne di San Giovanni a Teduccio con un passato segnato da precedenti per spaccio di stupefacenti. Non era un incontro casuale: alla vista della polizia, il ragazzo ha accelerato sul suo scooter, scatenando un inseguimento che ha teso le strade come un filo.
La fuga, però, è durata poco in quel dedalo di piazze familiari. Bloccato rapidamente, Dario è stato perquisito sul posto, e ciò che è emerso ha dipinto un quadro familiare per chi conosce le dinamiche dello spaccio urbano. Sullo scooter, gli agenti hanno trovato 7 involucri di hashish, circa 13 grammi pronti per la strada, insieme a 250 euro in banconote miste – somme che, come spesso accade, portano con sé un alone di sospetto. E non si è fermato qui: con l’intuizione che le radici andassero più a fondo, la squadra ha esteso la ricerca alla sua abitazione a San Giovanni a Teduccio.
Lì, tra le mura di casa, è venuto alla luce il resto: altri 6 grammi di hashish e una somma più consistente, 2.000 euro in banconote varie, elementi che non fanno che confermare come queste attività si intreccino con la vita quotidiana delle comunità. sporchi, come si dice nel gergo delle strade, quei soldi parlano di un commercio che erode la fiducia nei quartieri.
Infine, Dario è finito in carcere, un esito che, in fondo, è un piccolo segnale nella lotta contro lo spaccio. In un contesto urbano come Portici, dove le famiglie e i giovani condividono spazi vivaci ma vulnerabili, episodi del genere ricordano quanto sia sottile il confine tra normalità e rischio, invitandoci a riflettere sul ruolo che ognuno può giocare per salvaguardare il tessuto sociale.
