In Napoli, tentano di vendere casa del proprietario ignaro, ma i Carabinieri intervengono allo scambio di…

A Napoli, una truffa da film di Totò: casa venduta all’insaputa del proprietario, con un sosia da Oscar! #Napoli #TruffeStraordinarie

Immaginate una tranquilla via di Fuorigrotta, all’ombra dello stadio Maradona, dove l’aria è carica di quell’energia caotica tipica di Napoli, tra il brusio della città e le vite intrecciate in condomini affollati. Qui, una storia che sembra uscita da un copione cinematografico ha sconvolto la routine quotidiana, ricordandoci quanto l’astuzia locale possa sfociare in paradossi incredibili, mescolando ironia e apprensione nella comunità.

Tutto inizia con un inquilino affidabile, un 44enne che pagava puntualmente l’affitto di un appartamento in via Cariteo, lasciando il vero proprietario – un anziano 79enne che vive nella raffinata Chiaia – senza alcun sospetto. Ma dietro quella facciata di normalità, si nascondeva un piano elaborato: con la scusa di piccole ristrutturazioni, l’inquilino convince il padrone di casa a consegnargli tutti i documenti necessari, trasformando un gesto di fiducia in un’opportunità per l’inganno.

Entra in scena un complice, un 71enne dalla somiglianza sorprendente con l’anziano proprietario, che si presta a impersonarlo con una sicurezza da attore consumato. Armati di una carta d’identità contraffatta, mettono in vendita l’appartamento a un prezzo irresistibile, proprio da “Black Friday” immobiliare: 145mila euro. Gli acquirenti, attratti dall’affare, procedono con il rogito dal notaio, scambiando strette di mano e un primo acconto di 95mila euro, ignari che il vero proprietario non ne sapesse nulla. È un momento surreale, dove la burocrazia scorre senza intoppi, eppure aleggia un senso di precarietà, come se il quartiere stesso trattenesse il fiato.

Ma in una città come Napoli, dove le famiglie sono legate da vincoli profondi, non tutto sfugge all’occhio vigile. Il nipote del proprietario, chiacchierando con lo zio sulle fantomatiche ristrutturazioni, intuisce che qualcosa non quadra e decide di controllare il catasto. La scoperta è un colpo al cuore: l’appartamento non è più di famiglia. Questa svolta porta con sé un’onda di tensione, evidenziando quanto le truffe possano minacciare la stabilità di una comunità già alle prese con la precarietà economica e sociale.

Gli eventi precipitano quando il notaio, ora consapevole della farsa, contatta i Carabinieri della stazione di Chiaia. All’incontro finale per il saldo di 50mila euro, quello che sembrava l’atto conclusivo di una commedia si trasforma in un intervento rapido e preciso: agenti in borghese irrompono, bloccando i truffatori mentre allungano le mani sui soldi. Tra cellulari, documenti falsi e appunti incriminanti, Presutto e Criscuolo finiscono agli arresti domiciliari, con la vendita annullata e la casa restituita al legittimo proprietario. È un sollievo per il quartiere, un promemoria gentile su come l’unione familiare possa sventare anche i piani più audaci.

In fondo, storie come questa ci fanno riflettere su quanto l’ingegno napoletano, spesso celebrato, possa scivolare in eccessi che toccano il tessuto sociale: un misto di divertimento e avvertimento, che ci invita a custodire con cura ciò che è nostro, in una città dove ogni via racconta una lezione di vita.

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