Una tranquilla serata in villa comunale a Marigliano finisce nel terrore: una 15enne aggredita senza motivo dalle coetanee, un campanello d’allarme per la nostra comunità. #Marigliano #SicurezzaGiovani
Immaginate una tipica sera in un parco cittadino, dove l’aria è piena del chiacchiericcio e delle risate dei giovani che si riuniscono per un po’ di svago dopo una giornata qualunque. A Marigliano, nella Villa Comunale, un luogo che per molti simboleggia un rifugio urbano, quella routine è stata spezzata da un gesto improvviso e sconcertante. Una ragazzina di 15 anni, circondata dalle amiche, si è ritrovata al centro di un’aggressione brutale, scaturita da un nulla, lasciando dietro di sé non solo ferite fisiche, ma anche un’eco di paura che risuona nella comunità locale.
Era ormai tardo pomeriggio quando la vittima, seduta sui gradoni della villa, stava semplicemente condividendo un pacchetto di patatine con le sue compagne, attirata da un litigio nelle vicinanze. In un attimo, quello che poteva essere un innocuo momento di curiosità è esploso in violenza: due ragazze della sua età l’hanno prima chiamata, poi aggredita con una furia inaspettata, scaraventandola giù dai gradoni. Il contesto urbano di Marigliano, con le sue piazze affollate e i parchi frequentati da adolescenti, improvvisamente si è trasformato in un palcoscenico di disordini, dove testimoni attoniti hanno assistito a scene che ricordano quanto la socialità possa essere fragile. I carabinieri, allertati tempestivamente dai genitori, sono intervenuti per identificare le responsabili, ma l’episodio ha lasciato un segno profondo, tra un braccio fratturato, escoriazioni e un trauma psicologico che va oltre le lesioni visibili.
Il peso emotivo sulle famiglie
Per la madre della vittima, il dolore è palpabile e va ben oltre il dramma immediato. «Ora mia figlia ha paura di uscire di casa, non mangia e prova vergogna per quanto accaduto», ha confidato in una lettera accorata, evidenziando come questi incidenti lascino cicatrici invisibili. «Questi episodi non lasciano solo danni al corpo, ma aprono squarci psicologici profondi nei nostri ragazzi», ha aggiunto, mentre la famiglia chiede con forza che l’aggressione non rimanga impunita e che i luoghi di incontro come le ville comunali diventino di nuovo spazi sicuri. È una riflessione naturale su come questi eventi colpiscano il tessuto sociale, ricordandoci che dietro ogni statistica c’è una persona, una famiglia che lotta per ritrovare la normalità in un contesto urbano sempre più imprevedibile.
Anche il deputato Francesco Emilio Borrelli ha portato questa storia alla luce pubblica, sottolineando l’urgenza di affrontare la questione. «Si tratta di violenza gratuita e allarmante in un luogo che dovrebbe essere spazio di sana socialità. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una devianza minorile sempre più precoce e aggressiva, che va affrontata con decisione», ha dichiarato, esprimendo un monito che risuona tra i vicoli e le piazze di Marigliano. E ancora, «Colpisce il trauma di una ragazza che oggi si vergogna di una colpa che non ha. Chiediamo che vengano accertate tutte le responsabilità; non possiamo permettere che la brutalità diventi la normalità tra i giovanissimi», ha proseguito, spingendo per un rafforzamento dei controlli in aree come questa, dove i giovani dovrebbero trovare solo opportunità di crescita.
In fondo, episodi come questo non sono solo fatti di cronaca, ma storie che toccano il cuore della comunità, invitandoci a riflettere su come proteggere i nostri spazi condivisi e sostenere i più giovani in un mondo che cambia troppo in fretta.
