Nei porti affollati della Campania, un tesoro nascosto di 3 milioni di euro torna alla comunità grazie a un’astuta indagine contro l’evasione! #Campania #PortiEvasione
Immaginate i moli brulicanti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, dove il sole riflesso sul mare nascondeva da anni una falla nel sistema: operatori economici che, per decenni, avevano evitato di versare l’addizionale regionale sui canoni demaniali, sottraendo risorse preziose a una regione già impegnata a sostenere le sue comunità. Ora, grazie a un’indagine minuziosa coordinata dai funzionari della Procura Regionale della Corte dei conti e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria con il Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, queste lacune sono emerse, restituendo alle casse della Regione Campania oltre 3 milioni di euro.
Al cuore di questa storia c’è un’interpretazione sbagliata di una norma, radicata nel tempo, che riteneva l’addizionale regionale – una quota tra il 10% e il 25% del canone – non applicabile alle concessioni gestite dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Questa convinzione, poi smentita dalla Corte Costituzionale, aveva creato un’ingiusta disparità rispetto alle concessioni comunali, lasciando che fondi essenziali sfuggissero alle esigenze quotidiane delle persone, come servizi pubblici e infrastrutture in un territorio dove il mare è sia risorsa che sostentamento. È una di quelle situazioni che fa riflettere su come, a volte, le regole non chiare possano pesare sulla collettività, sottraendo opportunità a chi ne ha più bisogno.
Il turning point è arrivato con una nuova legge regionale, approvata nel luglio 2025, che ha finalmente chiarito il quadro e spinto l’Autorità di Sistema Portuale ad agire. Inviando 422 avvisi di messa in mora ai concessionari inadempienti, l’operazione ha innescato un immediato “effetto conformativo”, spingendo le imprese a regolarizzare le loro posizioni e permettendo alla Regione di recuperare finora 3.132.507 euro per le somme non versate negli ultimi cinque anni. In questo contesto urbano, dove i porti sono veri e propri hub di vita economica e sociale, vedere questi fondi tornare è un piccolo segnale di equità, un promemoria che la vigilanza può trasformare le cose in meglio.
Con il monitoraggio della Guardia di Finanza che continua per assicurare flussi regolari, questa vicenda ci ricorda quanto le risorse sottratte possano influenzare il tessuto della comunità, rendendo ogni recupero non solo una vittoria finanziaria, ma un passo verso un futuro più bilanciato per la Campania.