#NapoliInPrimaLinea: Gratteri parla di criminalità e sicurezza nella nostra città
Napoli si presenta con il suo carattere vibrante, un crocevia di opportunità e sfide, soprattutto in termini di sicurezza e criminalità. È con queste parole che il procuratore capo Nicola Gratteri ha aperto il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto partenopeo. “Napoli è una città effervescente, nel bene e nel male”, afferma Gratteri con una presa di coscienza sulla realtà che la città vive quotidianamente. Non nasconde la dura verità: “Qui si spara”, ma aggiunge un elemento di speranza e responsabilità, sottolineando come “l’altissima percentuale di reati scoperti segni un progresso innegabile, con fascicoli che non rimangono ignoti.”
Un sopraccarico di lavoro che ha trovato un alleato fondamentale nel potenziamento delle tecnologie di sorveglianza. Gratteri ha sottolineato come “l’incremento delle telecamere abbia avuto un impatto decisivo sulle indagini”. La salita del numero di dispositivi di videosorveglianza sembra indicare un passo importante verso un contesto più sicuro per la cittadinanza.
La collaborazione che fa la differenza
Un riconoscimento va ai vertici delle forze dell’ordine e al sindaco della Città metropolitana, Gaetano Manfredi, che, secondo il procuratore, “hanno investito risorse importanti” per la sicurezza della città. Gratteri non sembra avere dubbi: “Altri fondi arriveranno dal ministro dell’Interno” e la promessa di un incremento di telecamere potrebbe rappresentare un’ulteriore speranza per una Napoli più sicura.
Il messaggio che il procuratore lancia è chiaro e forte: “C’è violenza, ma anche un’alta risoluzione dei casi”, un segnale dell’efficacia del sistema nella lotta alla criminalità, che continua a dimostrarsi robusto.
Un intervento significativo
Il procuratore ha poi chiarito la sua presenza dopo l’assenza nel 2024, sottolineando la differenza di intenti: “Quest’anno ci sono e parlo”. L’intervento si inscrive in un contesto più ampio di impegno pubblico di Gratteri, sempre pronto a sollevare questioni cruciali.
Riforma della giustizia: un appello al “no”
Riconosciuto per la sua posizione critica, Gratteri non ha risparmiato parole dure riguardo le riforme giudiziarie in corso: “Queste riforme non servono assolutamente a velocizzare i processi”. La sua vocazione a far sentire la propria voce in merito si espande anche ai media: “Parlo per spiegare perché bisogna votare no”.
Un confronto polemico
Non è mancato il botta e risposta con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva definito “blasfeme” le critiche. Gratteri, con un tono pacato ma deciso, ha risposto: “A me pare un termine inappropriato”, sottolineando la competenza del ministro nella lingua italiana ma indicandone l’inadeguatezza in questa circostanza. Questo scambio mette in luce quanto il dibattito sulle riforme della giustizia continui a essere terreno fertile per tensioni tra politica e magistratura.
La riflessione si chiude su un tema che tocca ciascuno di noi: come garantire un equilibrio tra severità verso la criminalità e giustizia equa per tutti. Napoli, con il suo coraggio, continua a scrivere la propria storia.