Furto notturno a Napoli: derubato negozio Elettrostore in Cavalleggeri

Un furto notturno a Napoli lascia un negozio vuoto e un quartiere nel caos: #Napoli #CommercioSicuro #Microcriminalità

Immaginate di svegliarvi all’alba, pronti a iniziare un’altra giornata di duro lavoro, solo per scoprire che il vostro mondo è stato capovolto nel buio della notte. È ciò che è accaduto al proprietario di un popolare negozio di elettronica a Napoli, l’Elettrostore Cavalleggeri, situato in viale Cavalleggeri d’Aosta 121. Nella quiete delle ore tra il 25 e il 26 gennaio, ladri invisibili hanno violato la saracinesca, svuotando scaffali e rubando non solo beni, ma anche la tranquillità di un’intera comunità.

Questa storia, purtroppo comune in certe zone della città, rivela l’amara realtà vissuta dai commercianti locali, che ogni giorno lottano contro una microcriminalità dilagante. Il titolare, con il cuore pesante per l’ennesimo colpo, ha espresso la sua frustrazione in parole che risuonano come un grido di aiuto: “Sono l’ennesima vittima di questa gentaglia. L’altra notte ho subito un furto nel mio negozio. Auguro a questi individui tutto il male possibile per il danno che arrecano a chi lavora con sacrificio”. In quel momento, si sente l’eco della sua amarezza, un sentimento condiviso da molti esercenti nel quartiere occidentale, dove l’insicurezza cresce come un’ombra che offusca le attività quotidiane.

Non è solo un singolo episodio isolato, ma un segnale allarmante che ha spinto figure come il deputato Francesco Emilio Borrelli a intervenire con urgenza. Lui vede in questo furto un attacco più profondo al tessuto sociale del territorio, descrivendolo con parole che sottolineano l’impatto umano: “Il furto subito da Elettrostore a Cavalleggeri è l’ennesimo schiaffo a chi, con fatica, tiene aperta un’attività sul territorio. Non si tratta solo di un danno economico, ma di un attacco alla serenità di un intero quartiere. Non possiamo permettere che i commercianti debbano vivere con l’angoscia di trovare la saracinesca alzata o i locali svuotati ogni mattina”. Borrelli, con una micro-opinione che riecheggia il malessere collettivo, insiste sull’importanza di azioni concrete per proteggere chi contribuisce alla vitalità del quartiere.

E non si ferma qui: propone un rafforzamento dei controlli notturni e un maggiore utilizzo delle telecamere di sorveglianza, offrendo solidarietà e una promessa di advocacy per i commercianti. “È necessario che le strade del quartiere siano pattugliate con maggiore frequenza, specialmente nelle ore notturne, e che si faccia pieno uso delle immagini di videosorveglianza per individuare i responsabili. La mia solidarietà va ai titolari: continueremo a dare voce a queste denunce affinché le istituzioni garantiscano la sicurezza che i cittadini e i lavoratori meritano”. Queste parole non solo evidenziano la necessità di risposte immediate, ma invitano a riflettere su come la sicurezza non sia un lusso, bensì un diritto fondamentale per chi anima le vie della città.

Mentre storie come questa continuano a emergere, è chiaro che la vera sfida sta nel trasformare l’indignazione in azioni che proteggano il cuore pulsante delle comunità napoletane.

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