Mer. Gen 14th, 2026

Finanza interviene sui negozi Napolitano Store tra Napoli e Casalnuovo

Finanza interviene sui negozi Napolitano Store tra Napoli e Casalnuovo

Sequestro lampo della Guardia di Finanza ai danni di un tiktoker-imprenditore: l’ascesa e la caduta dei negozi Napolitano Store a Napoli #FrodeIVA #EconomiaNapoli

Immaginate le strade affollate di Napoli e Casalnuovo, dove i negozi di elettrodomestici e smartphone una volta brulicavano di clienti alla ricerca di occasioni irresistibili. Ora, però, le saracinesche sono abbassate, e un silenzio inaspettato avvolge quei locali che sembravano simbolo di una crescita fulminea, segnando un momento di riflessione per una comunità abituata al via vai frenetico del commercio locale.

Tutto è iniziato con un intervento deciso della Guardia di Finanza, che ha messo sotto sigilli l’intero compendio aziendale di Angelo Napolitano, un imprenditore noto per la sua presenza virale su TikTok e per le amicizie nel mondo dei social, come quella con Rita De Crescenzo. È il culmine di un’inchiesta che non si è fermata al sequestro iniziale da 5,7 milioni di euro – comprendente anche uno yacht da 16,5 metri – confermato dal Tribunale del Riesame lo scorso settembre. Gli investigatori hanno scoperto che, nonostante quel primo colpo, la società continuava a orchestrare uno schema fraudolento, un meccanismo che ha toccato nel vivo l’economia quotidiana di tanti residenti.

Al cuore di questa storia c’è una frode all’IVA sistematica, realizzata con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti verso società “cartiere”, entità fantasma senza dipendenti o attività reali, usate per evadere il fisco e ridurre i costi. In questo modo, l’azienda poteva inondare il mercato con smartphone di ultima generazione venduti “in nero” a prezzi stracciati, attirando clienti che pagavano in contanti e ricevevano un documento privo di valore fiscale, simile a uno scontrino. Eppure, quel foglio riportava il codice IMEI del dispositivo, un dettaglio che permetteva all’azienda di tracciare le vendite e gestire le scorte, quasi come un’ombra di normalità in un sistema distorto.

Questa crescita esponenziale, dal fatturato di 2,2 milioni di euro nel 2017 ai 20,8 milioni nel 2023, era alimentata da una comunicazione aggressiva sui social network, con post quotidiani che celebravano successi e lifestyle. Ma ora, con i negozi affidati a custodi per la sorveglianza e le attività completamente sospese, ci si chiede come una presenza così dinamica abbia potuto mascherare pratiche che mettono a rischio la fiducia nel tessuto commerciale locale. Angelo Napolitano, già balzato alle cronache per un video girato nell’ufficio di un consigliere regionale campano, con bandiera italiana e Inno di Mameli in sottofondo, si trova al centro di una vicenda che rispecchia le contraddizioni di un’era digitale.

È un duro richiamo per la comunità: storie come questa ricordano quanto le frodi fiscali possano erodere non solo le casse dello Stato, ma anche l’equilibrio economico di quartieri vivaci come quelli di Napoli e Casalnuovo, dove ogni negozio chiuso è un pezzo di tessuto sociale che vacilla.

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