Di Lorenzo esprime la sua frustrazione: serve un cambio di strategia e gli infortuni non possono…

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#RIPARTIREDAQUI: Il Napoli si interroga dopo il pari con Copenaghen, voglia di riscatto in vista! #Champions #DiLorenzo

Il match contro il Copenaghen ha lasciato un velo di malinconia e un sapore amaro nelle bocche dei tifosi. Giovanni Di Lorenzo, il capitano che guida la nave partenopea, riflette con serenità su un pareggio che avrebbe potuto essere una vittoria. L’1-1 gli pesa, soprattutto perché il Napoli sembrava avere il destino della partita tra le mani, complicando tutto nel secondo tempo.

“Abbiamo fatto la cosa più difficile, cioè trovare il vantaggio. Poi nel secondo tempo abbiamo sbagliato l’approccio, tornando in campo come se il risultato fosse 5-0 e non 1-0. In Champions non te lo puoi permettere e al primo errore gli avversari ti mettono in difficoltà,” confida Di Lorenzo, un mix di sincerità e responsabilità che brilla nei suoi occhi. Proprio quando sembrava che la partita paresse sotto controllo, il Napoli ha abbassato la guardia, permettendo al Copenaghen di rialzare la testa.

Il dispiacere è palpabile e non nasconde la gravità della situazione. “Non riuscire a vincere questa partita è un peccato. Stavamo disputando un’ottima gara e abbiamo buttato punti preziosi per la classifica. Analizzeremo ciò che non ha funzionato,” aggiunge il capitano, consapevole che ogni punto conta nella lotta per la qualificazione. La comunità partenopea guarda con ansia all’evoluzione della stagione, un mix di attesa e speranza, animato dalla passione che accompagna ogni partita.

Ora, Di Lorenzo rivolge il suo sguardo al futuro, un calendario fitto di sfide cruciali. “Prepareremo un match alla volta. Penseremo prima a domenica e alla sfida contro una squadra forte come la Juventus. Poi ci concentreremo sulla Champions League. Sono due partite che possono spostare la stagione e dovremo affrontarle al massimo preparandole al meglio,” sottolinea, suggerendo una strategia di gestione e attenzione su un cammino che si preannuncia impervio.

Infine, la questione delle assenze s’insinua nel discorso, ma non viene usata come scudo. “Non siamo in tanti, ma questo non deve essere un alibi,” conclude Di Lorenzo, tracciando un confine netto tra difficoltà e rassegnazione. Un’autoanalisi che ristabilisce la rotta, una chiamata alla responsabilità che risuona tra i corridoi dello spogliatoio e investe l’intera squadra in una riflessione profonda. Le battaglie sono solo all’inizio, e la resilienza diventa l’unico faro in questo turbolento cammino.

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