In una tranquilla via di Mugnano di Napoli, l’astuzia di un uomo è stata tradita dal fiuto infallibile dei cani: un nascondiglio di droga che poteva distruggere interi quartieri. #Antidroga #SicurezzaLocale
Immaginate una giornata qualunque in un mercato affollato di Melito, dove la routine quotidiana nasconde storie che potrebbero cambiare il destino di una comunità. È qui che tutto è iniziato per Stefano Foria, un uomo di 48 anni già noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi. I Carabinieri della sezione operativa di Marano, sempre vigili contro le minacce che serpeggiano nelle periferie napoletane, l’hanno intercettato mentre violava apertamente le restrizioni della sua sorveglianza speciale, un vincolo che lo obbligava a restare nei confini di Mugnano.
Quell’incontro casuale ha acceso un sospetto, trasformando un controllo di routine in un’operazione che ha toccato il cuore della lotta al traffico di stupefacenti. Gli agenti, intuendo che qualcosa non andava, hanno deciso di approfondire le indagini, estendendo il loro sguardo fino all’abitazione di Foria. Con il prezioso aiuto del Nucleo Cinofili di Sarno, i cani addestrati hanno preso il comando, fiutando immediatamente la presenza nascosta di sostanze illecite tra le mura domestiche.
In un attimo, quella che sembrava una casa qualunque si è rivelata un vero e proprio deposito clandestino. Dai nascondigli, come nascosti in grossi bustoni di plastica sono spuntati fuori 8 chili e 300 grammi di marijuana, pronti a inondare le strade vicine. Ma non era finita: proseguendo la perquisizione, i militari hanno scoperto anche 6 chili di hashish, accuratamente divisi in panetti che attendevano solo di essere distribuiti, alimentando un mercato nero che genera dipendenza e sofferenza nelle famiglie del territorio.
In totale, oltre 14 chilogrammi di droga sequestrati – una quantità che, se immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare migliaia di euro e portare devastazione in molte vite. Foria è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, unita alla violazione dei suoi obblighi di sorveglianza, e ora si trova in carcere in attesa di giudizio. Questa storia ci ricorda quanto il crimine possa annidarsi nelle pieghe della quotidianità, ma anche come la dedizione delle forze dell’ordine protegga le comunità più esposte, invitandoci a riflettere su come ogni singola azione possa contribuire a un futuro più sicuro per il nostro territorio.
