Camorra, il Pg Policastro analizza un panorama complesso con due cartelli che prevalgono su tutti gli altri

La camorra ancora forte a Napoli e Caserta: la parola al procuratore generale Aldo Policastro #Camorra #Giustizia

Napoli – La camorra continua a esercitare un dominio incontrastato nel distretto giudiziario di Napoli e Caserta, con il suo baricentro che continua a pulsare tra queste due realtà, nonostante i numerosi sforzi delle autorità per combatterla. Questa è l’analisi di Aldo Policastro, procuratore generale, che ha condiviso il suo punto di vista durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2026.

Un panorama complesso

Policastro descrive un “scenario parcellizzato” in cui i clan, sebbene legati a famiglie e zone specifiche, formano alleanze “variegate e variabili”. In questo contesto, spicca la presenza di due principali cartelli: i Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano, storicamente rivali, ognuno con una propria struttura gerarchica e capacità militare impressionante.

La forza di questi gruppi non si limita ai confini locali; anzi, si estende anche a livello nazionale e internazionale, creando una rete di legami che convoglia traffico di stupefacenti e infiltrazioni nell’economia. L’innovazione, in particolare nei metodi di riciclaggio e nel “banking sotterraneo”, è una costante che rende questa realtà molto complessa.

Camorra come investitore

Un aspetto particolarmente inquietante affrontato da Policastro è l’evoluzione della cosca, che ora si presenta come “camorra-investitore”. Questa nuova faccia della criminalità organizzata si interfaccia con reti internazionali che operano al di fuori delle logiche territoriali tradizionali. Queste strutture offrono servizi di riciclaggio non solo alle mafie, ma anche a professionisti e imprese, tutela di capitali provenienti da attività illegali ed evasione fiscale.

Giovani e violenza in crescita

Un capitolo drammatico è quello dell’aumento della violenza giovanile e dell’uso imprudente delle armi. Policastro, citando i dati del 2025 per la Procura dei minori, sottolinea l’allarmante numero di casi: 8 omicidi, 40 associazioni camorristiche, 468 crimini armati e 4 casi di terrorismo.

Le “stese”, operazioni di sparo tra bande giovanili, sono ormai una triste realtà anche in quartieri come Sanità e Quartieri Spagnoli, spesso descritti in termini turistici come zone liberate dalla camorra. “La povertà, l’esclusione sociale, l’assenza di adulti di riferimento e la facilità di accesso alle armi sono fattori che pesano fortemente su questi ragazzi”, spiega Policastro.

In merito alla necessità di risposte efficaci, Policastro è chiaro: “Quando un 15enne entra in una dinamica criminale, è la società intera a fallire.” Ribadisce quindi l’importanza di interventi sociali concreti e opportunità di crescita, affiancati da operazioni di giustizia.

Critiche alla magistratura

Il procuratore generale non risparmia critiche neppure ai “martellanti campagne denigratorie” che minacciano di trasformarsi in campagne d’odio contro la magistratura. Rivolgendosi ai presenti, compreso il sottosegretario Alfredo Mantovano, Policastro riafferma il principio di indipendenza del magistrato, il quale “risponde sempre e soltanto alla legge”. Il clima si fa sempre più teso, specialmente con l’approssimarsi di un referendum sulla riforma della magistratura.

Violenza di genere sotto i riflettori

Infine, sul tema della violenza di genere, Policastro delinea un quadro “allarmante”. Non solo i numeri parlano chiaro, ma ad allarmare è anche il crescente numero di femminicidi e l’abbassamento dell’età sia delle vittime che degli autori. Un pensiero particolare va a Martina Carbonaro, la 14enne tragicamente uccisa dal suo ex fidanzato di 19 anni.

Tra le iniziative lanciate per affrontare la situazione, Policastro menziona l’Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere, realizzato in collaborazione con la Corte d’Appello di Napoli, e l’apertura di uno “Spazio ascolto” al Palazzo di Giustizia, dedicato alle vittime di violenza di genere e anche di criminalità organizzata. Un’iniziativa necessaria, per rispondere a un bisogno sociale sempre più urgente.

Questa realtà complessa e inquietante richiede un approccio coordinato e un impegno collettivo, affinché non solo la giustizia, ma anche la società possa riappropriarsi del proprio futuro.

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