I Carabinieri mettono fine a una pericolosa banda di rapinatori di bancomat: la tecnica esplosiva detta “marmotta” terrorizzava il Sud Italia. #Criminalità #Giustizia #Sicurezza
Immaginate la quiete di una notte in un piccolo paese del Sud Italia, improvvisamente interrotta dal boato di un’esplosione che squarcia lo sportello di un bancomat: è così che operava una banda specializzata, lasciando dietro di sé paura e distruzione. I Carabinieri della Compagnia di Cerignola, guidati dalla Procura di Foggia, hanno finalmente smantellato questa organizzazione criminale, dimostrando come il crimine non sia solo un dato statistico, ma un pericolo reale per le comunità locali.
Al centro di questa storia, cinque giovani – tra i 20 e i 26 anni, sparsi tra la provincia di Foggia e il Catanese – rappresentano solo l’inizio di un’indagine più vasta che coinvolge 13 persone. La loro rete, radicata nei comuni di Cerignola, Orta Nova e Carapelle, agiva con una precisione quasi militare, dove ogni membro aveva un ruolo ben definito: dagli autisti che guidavano auto potenti rubate o noleggiate con targhe false, alle vedette che monitoravano la scena, fino agli esecutori che piazzavano gli ordigni.
La loro firma era la cosiddetta tecnica della “marmotta”, un dispositivo artigianale ad alto potenziale infilato nelle fessure degli sportelli, capace di provocare danni enormi non solo alle banche, ma anche alle strutture circostanti, mettendo a repentaglio la sicurezza di interi quartieri. Tra settembre e ottobre 2025, questa banda ha colpito o tentato di colpire in Puglia, Campania e Marche, portando via circa 40.000 euro in un’ondata di assalti che ha fatto tremare le persone del territorio, ricordandoci quanto sia fragile la quotidianità quando il crimine si insinua nelle vite di tutti.
Ma l’operazione non si è limitata agli arresti: durante le perquisizioni, i militari hanno sequestrato una pistola clandestina e candelotti esplosivi, materiali che potevano alimentare ulteriori pericoli. E qui emerge l’aspetto più umano di questa vicenda: le forze dell’ordine non solo hanno interrotto questi crimini, ma hanno anche svolto un ruolo preventivo cruciale, impedendo – secondo i loro resoconti – almeno 16 potenziali assalti in tutto il Centro-Sud. In due casi, come a Statte in provincia di Taranto e a Galatone in provincia di Lecce, questi controlli hanno portato all’arresto immediato di sospetti trovati con materiali esplosivi, un segnale che rafforza la fiducia nelle istituzioni che vegliano sulle nostre strade.
Sul fronte giudiziario, tre dei fermati sono stati trasferiti in carcere per decisione dei Gip di Foggia e Catania, mentre altri due erano già stati arrestati per detenzione di esplosivi, portando a cinque il numero di persone attualmente in custodia. L’intero procedimento è ancora in una fase preliminare, e tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a una sentenza definitiva, un promemoria del principio cardine della giustizia.
Mentre le ombre di questi eventi continuano a incombere sulle comunità colpite, è chiaro che operazioni come questa non sono solo vittorie per le forze dell’ordine, ma un passo verso una maggiore sicurezza per tutti noi, invitandoci a riflettere su come proteggere il tessuto sociale che condividiamo.
